Franco-La-Cecla-Indian-Kiss-in-India-sul-set-della-vita_h_partbSabrina Ciolfi

L’idea è originale: partire per l’India con l’intenzione di scoprire perché nelle tradizionali trame romantiche dei film di Bollywood i giovani innamorati non si bacino mai, per poi realizzarne un documentario. Impresa ambiziosa quanto impossibile, come racconta in Indian Kiss. Viaggio sentimentale a Bollywood e oltre (ObarraO Edizioni, 2012) Franco La Cecla, antropologo, scrittore, filmaker e viaggiatore, appassionato dell’India e della sua straordinaria cinematografia.

L’attrazione per Bollywood cresce sempre di più: a partire dalla fine degli anni Novanta i film hindi hanno saputo conquistare schiere di nuovi spettatori in tutto il pianeta. Quest’anno poi, con la celebrazione dei cento anni del cinema indiano, diversi festival internazionali gli rendono omaggio. Anche in Italia si moltiplicano festival e rassegne, eventi e spettacoli dedicati alla più prolifica - e originale - cinematografia del mondo. La Rai, per il quinto anno consecutivo, offre una programmazione estiva di film di Bollywood, una selezione di pellicole in realtà poco rappresentativa del momento di grande fermento creativo che il cinema indiano sta vivendo negli ultimi anni. Da qualche giorno inoltre è uscito, edito da Feltrinelli, il dvd Bollywood. The Greatest Love Story Ever Told, uno spettacolare film-documentario che riunisce i passaggi più entusiasmanti della storia di Bollywood, voluto e prodotto dal celebre regista Shekhar Kapur. Anche in libreria si trovano diversi volumi sull'argomento: alcuni saggi di spessore che esaminano periodi specifici della storia del cinema indiano, un piccolo manuale, utile per orientarsi ma ormai un po' datato, e altri lavori minori.

In questo quadro si inserisce Indian Kiss, non uno studio o un manuale sul cinema, bensì il racconto di un’esperienza, maturata negli incontri ravvicinati avuti dall’autore con attori, registi, produttori, ma anche con scrittori e intellettuali, nonché addirittura un premio Nobel. La Cecla ci porta con sé ai suoi appuntamenti, nei salotti, tra la gente “che conta” e che ruota intorno a questo mondo fatato. Bollywood, infatti, è il luogo dove confluiscono tutte le energie intellettuali indiane, l’espressione massima della cultura popolare, che tutto attrae e assimila, come afferma l’autore. L’obiettivo è quello di scoprire perché in un Paese dalla cultura millenaria che ha prodotto il Kamasutra, il “Trattato sull’amore”, in cui vengono descritti con dovizia di particolari anche i vari tipi di bacio, non vengano mai rappresentati i baci sullo schermo. Sul più bello, infatti, proprio quando le labbra dei due innamorati stanno per congiungersi, il regista ricorre agli espedienti più disparati per evitare che avvenga il contatto.

La Cecla si immerge in questo ambiente con entusiasmo e avida curiosità, viaggiando tra Bombay (oggi Mumbai), il Rajasthan, il Bengala e Goa alla ricerca di persone, risposte, aneddoti, angoli di pace. Ne emerge l’affresco di un Paese in profondo cambiamento, diviso tra una classe cosmopolita, moderna e benestante e una restante parte, costituita dalla stragrande maggioranza della popolazione, che lotta ogni giorno per sopravvivere. In particolare l’autore racconta Bombay: evoca la brezza marina mista all’odore acre che pervade l’aria, il gracchiare incessante dei corvi che invadono la metropoli, i bazar brulicanti, lo splendore degli edifici di età vittoriana e il rischio di calpestare le tante anime che di notte affollano i marciapiedi. C’è spazio anche per esperienze positive, come quella dello slum di Dharavi, una città nella città creata da gente dinamica e operosa, protagonista di uno straordinario caso di successo economico.

L’autore vive le enormi contraddizioni che l’India presenta a chi la ama, condividendole con il lettore così come le ha condivise durante il viaggio con un piccolo gruppo di amici in Italia, con cui è rimasto in contatto costante tramite e-mail. Nelle pagine del libro non troviamo un diario quindi, sarebbe riduttivo definirlo così, bensì uno scambio continuo di spunti e di riflessioni, che arricchiscono l’esperienza del viaggio.

Indian Kiss sembra a sua volta la sceneggiatura di un film, una storia d’amore travagliata con un paese complicato che attrae e allontana, un paese in grado di ribaltare, costantemente e inesorabilmente, le convinzioni di chi crede di aver finalmente imparato a conoscerlo. Un libro per gli amanti dell’India, che rivivranno le stesse sensazioni contrastanti vissute nei loro innumerevoli viaggi (perché in India ci si torna per tutta la vita), ma anche per coloro che si stanno avvicinando alla scoperta di questo affascinante paese, che ci troveranno suggestioni che nessuna guida turistica sarà mai in grado di trasmettere.

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8 Risposte a “Indian Kiss”… il bacio mancato

  1. claudia ha detto:

    Sto leggendo questo curioso e stimolante libro, una sorta di diario di viaggio senza luoghi comuni. Soprattutto sul “mondo di Bollywood”, argomento diventato di moda ma sul quale regna la più grande confusione. Qui al Mic di Milano c’è appena stata l’inaugurazione di una mostra fotografica sulle sale cinematografiche indiane. Bene: alla mia osservazione su un discutibile breve testo relativo al film “The Millionaire” (definito “il più grande successo di Bollywood”…) mi è stato risposto che la fonte di tali testi che accompagnano le foto è stata… internet. No comment. Complimenti invece a Franco La Cecla per la confortante “non banalità” del suo lavoro. A quando un “vero” e “documentato” festival o rassegna su Bollywood (a Milano o altrove)?

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