Valerio Coladonato

A Detroit, Sixto Rodriguez è un muratore di origini messicane, con un debole per la politica e la musica rock. Nel frattempo a Città del Capo, con mezzo milione di dischi venduti, egli diviene a sua insaputa “più celebre dei Rolling Stones”. Ma a differenza delle altre rock star, nessuno sa chi sia o che fine abbia fatto: circola persino la voce per cui si sarebbe suicidato sul palco durante un concerto. Incuriosito dall'assenza di notizie certe, il giornalista musicale Stephen Segerman si improvvisa detective e si mette a caccia di Rodriguez. Ma il magro individuo fotografato sulla copertina dell'album Cold fact, col volto mascherato dagli occhiali e dal cappello a tesa larga, non è facile da rintracciare.

Da qui prende spunto Searching for Sugar Man, la pellicola di Malik Bendjelloul che nel 2012 ha aperto il Sundance Film Festival, e durante l'ultima notte degli Oscar si è aggiudicata la statuetta per il miglior documentario. Il film segue le convenzioni del biopic musicale, attraverso interviste a esponenti dell'industria discografica e a musicisti che hanno subito l'influenza di Rodriguez. Ma allo stesso tempo, come ogni buona detective story, si propone di ingannare, stupire e tenere sulle spine lo spettatore. Anche a livello visivo Bendjelloul propone diverse soluzioni interessanti: i brani di Rodriguez sono accompagnati da incantevoli sequenze animate ispirate all'estetica dei videoclip; e le immagini notturne della città ricordano più la Los Angeles dei film noir che la capitale del Michigan.

Alla fine degli anni '60 infatti Rodriguez divide il tempo tra i cantieri edili, le strade e i bar di Detroit, dove si esibisce accompagnando alla chitarra una voce morbida e malinconica. I suoi testi mescolano illuminazioni poetiche e scene di desolazione urbana. Ma nonostante le buone premesse, il successo non arriva, e il secondo disco Cold fact vende un totale di 6 copie: un fallimento persino maggiore di quando, candidatosi a sindaco della città, egli ottiene un centinaio di voti. Rodriguez torna a dedicarsi all'attività di muratore, e alle due figlie, che nelle interviste del film ne forniscono un ritratto delicato e appassionato al contempo.

Ciò che egli non sa è che in Sudafrica il suo album (censurato per i riferimenti al sesso e alla droga) ottiene nel frattempo un'enorme diffusione, grazie al passaparola e a una buona dose di pirateria. Rodriguez diventa il principale punto di riferimento dei musicisti bianchi che, per primi, articolano un'opposizione artistica all'apartheid. Nell'isolamento politico e culturale degli anni '70, la sua voce intercetta le speranze di cambiamento all'interno della comunità afrikaner. Searching for Sugarman è efficace anche perché esplora in dettaglio i due diversi contesti: quello della città d'origine, sede della leggendaria etichetta Motown; e quello sudafricano, che quasi per caso ha regalato al cantante una fama inaspettata.

La vicenda umana di Rodriguez non è certo meno suggestiva di quella artistica: per farci scoprire cosa ne è stato di lui dopo gli anni '70, Bendjelloul segue un percorso caleidoscopico, ricco di false piste e rivelazioni improvvise. Attraverso un grande varietà di testimonianze e di punti di vista, materiali d'archivio e ricostruzioni originali, cerchiamo invano di accedere al mondo interiore del musicista, che si rintana dietro gli occhiali scuri, un sorriso di cortesia e una lunga serie di risposte laconiche. E in questo caso - circostanza rara per un documentario - non conviene svelare il finale.

Con l'affermazione nel circuito dei festival e un'ampia distribuzione internazionale (che però non ha ancora raggiunto l'Italia), Searching for Sugar Man ha contribuito a diffondere il mito di Rodriguez, amplificando a dismisura il suo primo momento di notorietà. Il regista osserva con sguardo lucido e divertito il modo in cui i fan si sono identificati nei suoi testi e nel suo universo musicale, anche in contesti ed epoche distanti. È impossibile capire con certezza a cosa sia dovuto il suo totale insuccesso negli Stati Uniti. Ed è altrettanto affascinante immaginare cosa abbia spinto gli oppositori dell'apartheid sudafricano ad appropriarsi di lui, e utilizzarlo per dare riconoscibilità alle proprie battaglie politiche. Il film non trova risposte, ma in compenso ha molte, splendide canzoni da offrire.

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4 Risposte a Searching for Sugar Man

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