G.B. Zorzoli
Peccato di omissione (leggi)
Giorgio Mascitelli
Paura del contagio (leggi)
Furio Colombo
Il sogno di rifare il mondo (leggi)
Sandra Bonfiglioli
Le donne vogliono cambiare la città (leggi)
Alberto Leiss
Maschile plurale (leggi)
Christian Caliandro
Arte e vita (leggi)

INSTANT POLL
Andrea Fumagalli, Cristina Morini
Ingovernabilità della crisi
Franco Berardi Bifo
L’evento italiano
Carlo Formenti
Il dilemma postelettorale
G.B. Zorzoli
La diversità a 5 Stelle
Marco Rovelli
Cambiare si può?

POPULISMO E OLTRE
Aldo Bonomi
Il Quinto Stato
La domanda di una nuova comunità
Lelio Demichelis
Net-populismo
O della falsa orizzontalità
Girolamo De Michele
L’inverno del nostro scontento
Un bicchiere mezzo vuoto
Gaspare Polizzi
Alea o Alta velocità
Accelerazione della politica, democrazia partecipativa, sorteggiocrazia
Emanuela Fornari
Populismo senza popolo
Intorno a Ernesto Laclau

SEDE VACANTE
Toni Negri
La potenza della povertà
Letizia Paolozzi
Il coraggio di finire
Franco Buffoni
Le mani lunghe di Ratzinger
Andrea Inglese
La miniera di fango (leggi)

A CHE PUNTO È LA RUSSIA
Astrit Dakli
Movimenti intorno al Cremlino
Un’analisi delle forze in campo
Angelo Guglielmi
Diario transiberiano
In compagnia di Luciana Castellina
Valentina Parisi
Scrittori russi fra pace e guerra
Limonov, Prilepin, Makanin

IL CINEMA AL TEMPO DI OBAMA
Paolo Bertetto
Il potere dell’immaginario
Modelli cinematografici dell’ipermodernità
Paolo Fabbri
Homo Homini Zombi
Un’emergenza degli anni Obamitici
Enrico Donaggio, Gabriella Turnaturi
L’ira giusta di Django
Tarantino e l’epica delle vittime
Franco Berardi Bifo
The Master
Anderson e il trauma neurologico
Valerio Coladonato
Vita di Pi
I conflitti rimossi da Ang Lee

■ MARIA LAI
Manuela Gandini
La fata operosa con le mani da uomo
Giuliana Altea, Marco Magnani
Olio di parole
Maria Lai
Maria Pietra
Conversazione con Federica Di Castro

POESIE
Gian Maria Annovi
La gloriola
da Rapture

SPAZI URBANI
Augusto Illuminati
Mappe viventi
Rossella Marchini, Antonello Sotgia
Il quartiere che non c’è
Cartografia delle occupazioni a Roma
Lucia Tozzi
Parliamo del Pgt
Il silenzio della non-urbanistica a Milano
David Harvey
Dov’è la nostra Comune?
Per un nuovo diritto alla città
David Harvey, una genealogia della rivolta
(A.C.)

DISPOSITIVO SAUSSURE
Francesco Raparelli
Per una seconda svolta linguistica
Paolo Virno
Pensare il presente con Saussure
Tre motivi dell’attualità del linguista ginevrino
Intervista a cura di Francesco Raparelli
Marco Mazzeo
Metonimia e moltitudine
Felice Cimatti
Saussure, Lacan e il problema del reale

CULTURA MATERIALE
Alberto Capatti
«Coi piedi in vigna e il vino in testa»
Una biografia di Luigi Veronelli
Folco Portinari
L’inventore del vino
Conversazione con Alberto Capatti
Giovanni Ruffa
Il calderone
La cultura del cibo delle nonne

■ iLIBRI
Andrea Cortellessa su Germano Lombardi (leggi)
Marco Giovenale su Vincenzo Ostuni
Vincenzo Ostuni su Marco Giovenale
Federico Francucci su Don DeLillo (leggi)
Stefano Colangelo su Donata Meneghelli
Luigi Azzariti-Fumaroli su Furio Jesi
Corrado Benigni su Martha C. Nussbaum
Nicolas Martino su Dario Gentili (leggi)
Franco Voltaggio su J. Kevin O’Regan
Alberto Burgio su Nicola Montenz (leggi)
Marco Dotti su Bruno Roberti
Maria Teresa Carbone su Varian Fry
Riccardo Venturi su Rosalind E. Krauss
Stefano Chiodi su Michele Dantini (leggi)

GLI ARTISTI DI ALFABETA2
Kounellis pittore italiano
Intervista a cura di Ziba Ardalan
Emilio Isgrò, sotto il seme d’arancia
Intervista a cura di Arturo Schwarz
Gabriele Detterer
Maurizio Nannucci, per una storia degli spazi artistici autogestiti

alfageoart
GEOGRAFIE INCERTE DELL’ARTE CONTEMPORANEA
Gabi Scardi
L’arte della comunità che viene
Lorenzo Romito
I viaggi del Tappeto volante
Salvatore Falci
Un’accademia in Camerun
Intervista di Manuela Gandini
Iain Chambers, Lidia Curti
Il museo nell’epoca delle migrazioni
Atto Belloli Ardessi, Ginevra Bria
Le radici fredde
Oscar Niemeyer
L’uomo è solo un fottuto davanti al cosmo
Intervista di Atto Belloli Ardessi
Caterina Gualco
Fluxus o del nomadismo

SEMAFORO
A cura di Maria Teresa Carbone

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7 Risposte a Sommario del n°28 – aprile 2013

  1. […] In “alfabeta2″ di questo mese, mia recensione al Faldone zero-venti di Vincenzo Ostuni. In edicola: https://www.alfabeta2.it/2013/04/03/sommario-del-n28-aprile-2013/ […]

  2. […] I credenti, quelli di verace fede cattolica, che ancora io presumo esistano anche nella miscredente Europa, dovrebbero avere mente soprattutto intesa ai misteri della fede, che sono un po’ come i mattoncini su cui si edifica tutta la dottrina loro, e anche la pratica, e di questi misteri poi, come la trinità divina e il ciclo incarnazione-ressurezione del Cristo, è proprio il re del Vaticano ad esserne sommo custode, e anche per ciò stesso infallibile, come già ratificava il previdente Pio IX nel 1870, con il primo Concilio. Ma è pur vero che questi stessi veraci credenti sono poi sottoposti alle brutture del nostro mondo, sempre più informatico e informato, un mondo in cui a sera, dopo la spesso lugubre giornata lavorativa, hanno voglia pure loro di distrazione, e di scandalo, e di godibile rimestamento dei fanghi. E di questo rimestamento, c’è una sfrenata golosità: sarà per vocazione di alcuni alla trasparenza democratica, sarà per tornaconto di altri, che sulla pagina stampata, o sul filmato audiovisivo, ci devono campare, e possibilmente bene, c’è comunque una grande fame di misteri. Perché un conto è una notizia data, un conto è un mistero violato, e rivelato. È questa una merce più rara, nel notorio profluvio d’informazioni in cui viviamo. È noto, perché spesso ribadito dai paesaggisti del contemporaneo, che il paradigma ermeneutico, costruito sul sospetto, sul disvelamento, sull’interpretazione di ciò che sfugge a una prima, serena, lettura, pare oggigiorno morto e sepolto, per via di Facebook, dove ogni frase o immagine dicono solo se stesse, in un’ilare danza della superficie cangiante. Nello stesso tempo, però, vi è questa diabolica convergenza tra apprendisti detective e venditori di fanghi: tra WikiLeaks e Vatileaks. E nulla sollecita maggiormente questa industria, profana e profanatrice, che il mistero: di Stato, bancario, sessuale. Questa epocale circostanza ha reso il Vaticano, e il suo monarca, insuperabili protagonisti dell’esposizione mediatica in questi ultimi anni. Essi, per questo loro stile medievaleggiante, fatto di opacità bancaria, barbariche e occulte pratiche sessuali, canagliesche faide istituzionali, hanno riscosso una straordinaria attenzione: una miniera di fango pare nascondersi sotto le tonache e le mitre. Il giornalismo anglosassone, che è più schiettamente secolarizzato del nostro, inaugura il filone, capendo che la domanda di scandalo incontra in Vaticano un’offerta (purtroppo) inesauribile. Un primo compendio di successo e ben documentato sui misteri tutti terreni e relativi alla violazione del quinto, settimo e decimo comandamento da parte delle gerarchie vaticane apparve nel 2003 a firma dello statunitense Paul Williams, The exposed Vatican. Money, Murder, and the Mafia. In quello stesso anno usciva anche The Da Vinci Code, che pur essendo assai meno documentato, divenne però un best seller mondiale. Del 2006, è invece il documentario prodotto dalla BBC Sex crimes and the Vatican di Colm O’Gorman, sul sistema omertoso della Chiesa nei confronti dei casi di preti pedofili. Con lieve ritardo, ma non senza efficacia, anche il giornalismo italiano ha cominciato a seguire il filone: il best seller di Gianluigi Nuzzi, Vaticano S. P. A., è del 2009. Ormai la via è aperta, e i libri-inchiesta si moltiplicano. Un titolo per tutti: 101 misteri e segreti del Vaticano, del 2011. A peggiorare le cose, infine, ci si mettono pure gli scienziati sociali. L’ultimo numero (gennaio 2013) dell’eminente rivista del Québec, Sciences religieuses, contiene uno studio intitolato I lati oscuri di Madre Teresa, realizzato da un’équipe di studiosi diretti da Serge Larivée, psicologo ed epistemologo, specialista per altro di pseudoscienza e frodi scientifiche. Nemmeno la neobeata è al riparo dal disincanto. Ma se il papa, infallibile nei misteri della fede, è poi fallito per i malcelati misteri del suo regno secolare, neppure il peso politico dei cattolici italiani è potuto essergli di sostegno: essi si sono misteriosamente dispersi ai quattro venti, lasciando a Casini un modestissimo 1,75%. Ritorno del sacro, forse. Ma probabilmente non a Città del Vaticano. * [Questo articolo è apparso sul n° 28 di "alfabeta2"] […]

  3. […] Berlusconi anche quando lo vedranno inculare il bambino Gesù (purché sia mostrato in tivù)» («L’evento italiano», in Alfabeta2, n. 28, aprile 2013, p. 6). Contro la divisione dei poteri ha lentamente ma inesorabilmente eroso l’autonomia del […]

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