Furio Colombo

Constati che la vita è insopportabile, che le imposizioni, che siano leggi o violenze, non si possono più tollerare e che non puoi contare su momenti di remissione del male. Sai che comunque la degenerazione che stai denunciando ritorna. E quando condividi questa tua persuasione con altri, scopri che molti sono d'accordo, poi altre e altri ancora. Non commettere l'errore di combattere contro qualcuno in particolare. È molto importante che i nemici siano molti (per esempio una "casta") e che tutti, senza perdere tempo a distinguere, "escano fuori con le mani alzate" e si ritirino per sempre. Per arrivare a questo punto occorrono, nei regimi detti democratici, delle formalità chiamate elezioni. Molti voti sono utili, difficili da confutare e creano approvazione che diventa subito più ampia del voto. Raggiungere in corsa un gruppo molto grande che sta andando non dice dove, ma certo nel posto giusto, è il gesto istintivo della maggior parte delle persone.

Non ci fossero le elezioni, ci sono due modelli che sono poco studiati, poco imitati e molto efficaci nel nostro passato prossimo. Uno la rivoluzione culturale cinese, che ha stanato e punito sul posto i colpevoli di non essere nuovi, i sospetti di tradimento del futuro (il percorso subdolo, intricato e involontario delle culture sbagliate). L'altro è il grande trasferimento di popolazione organizzato fino ai dettagli, in tempi diversi, con strumenti diversi, ma con uguale fermezza che non fa sconti alla vita, da Stalin e da Pol Pot. In comune, non come esito di una rivoluzione ma come svolgimento necessario della ragione di quella rivoluzione c'è lo spostamento fisico obbligato di persone da un luogo a un altro (e anche da un'attività ad un'altra, in caso di sopravvivenza.

In tutti questi casi si nota la richiesta, interpretata come una necessità, di obbedienza a un potere verticale che non può essere rallentato dal dubbio o dalla discussione. Due sembrano dunque i tratti del sogno - o progetto - di rifare il mondo. Il primo è di rendere ridicolo, disprezzabile e non più accettabile il protagonista, qualunque protagonista, del mondo di prima. Praticamente chiunque sia stato trovato sul posto. Il secondo è una rappresentazione fisica del nuovo che sta scacciando il vecchio. Meglio se avviene attraverso una rimozione completa dei " vecchi", classe, gruppo o persone. Ma se non è possibile, o per il tratto di percorso in cui non è ancora possibile, è necessario impermeabilizzare il nuovo e impedire ogni confluire di esso nelle vicinanze del vecchio.

L'idea implicita è quella di infezione che coglie chiunque si lasci agganciare e mostri di voler intrattenere relazioni di normale confronto con "gli altri". Se necessario si devono minacciare pene (la più grave, l'espulsione) ma anche definire subito come azioni spregevoli i contatti per verificare possibilità di intesa. Per esempio sostenere che un consultarsi, nell'ambito di un'assemblea eletta per sapere e capire se si possono dare, oppure offrire,certe condizioni di accordo, viene definito come tentativo di corruzione. Entra in campo il valore "purezza" che rafforza sul piano morale il timore fisico di infezione o contagio. L'importante è pattugliare tutti i livelli, morali e fisici, psicologici e organizzativi, di coscienza e di persuasione logica o ideologica, in modo da evitare i pericoli di contatto.

In questo modo si progetta o si immagina un continuo risalire della energia e qualità umana raccolta dal risultato brillante del voto (il numero di persone elette corrisponde a un grande partito che non c'è) dal basso (gli eletti del partito che non c'è) verso l'alto, l'unico punto fisico visibile (a volte) e forte della nuova forma organizzativa di cambiamento radicale del mondo. In comune con il passato ha il culto di una sola volontà egemone. La clamorosa differenza sta in due vuoti di identità: non c'è partito e non c'è programma. Le decisioni spettano a una persona che si vede e non si vede, c'è e non c'è (non è senza significato l'apparizione su una spiaggia toscana del leader mascherato, a imitazione del subcomandante Marcos). E a una persona che si suppone ancora più autorevole, e che si intravede sul fondo. Si pensa che sia l'ispiratore.

La comunicazione "one way" ovvero parla ma non ascolta. Risponde solo agli attacchi perché incrementano il materiale "contro". "Contro" è la direzione della grande marcia. Per esempio contro la Costituzione che garantisce al deputato o senatore la libertà da ogni vincolo di mandato". Questa libertà (introdotta nella Costituzione come antidoto a prevaricazioni sulla libertàò del singolo) adesso viene descritta come un imbroglio, una "circonvenzione", ovvero un trarre in inganno chi vota e privarlo di un guinzaglio per trattenere il votato. La creazione del mondo richiede dunque silenzio, obbedienza, pochissimi punti decisionali, un certo segreto, una salda disciplina e una comunicazione solo da uno e solo dal vertice. La proposta arriva attesa e popolare in quanto invito a fare il mondo da capo. Sono le regole, la ruvida disciplina, la denuncia come punizione immediata, il cappello a cono e le orecchie d'asino a chi osa discutere che lasciano dubbi.

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5 Risposte a Il sogno di rifare il mondo

  1. bibliomatilda ha detto:

    Un altro dei punti è: quali sono stati i mezzi per contrastare questa deriva? Era meno chiara prima delle elezioni? L’ossessione dei “giovani” e dell’ “innovazione” era presente dai massimi vertici istituzionali ai più bassi. La Costituzione dice che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, però si è dato spazio enorme a prsonaggi come Marchionne che il lavoro lo considera semplicemente una proprietà ulteriore del grande capitale. E allora?

  2. valerio taretto ha detto:

    in risposta all’articolo del Dott.Furio Colombo a proposito di : obbedienze,tradimenti,identità ; propongo una email che ho trasmesso nel Gennaio 2012, alla sede del PD regionale e nazionale,alle redazioni dei giornali prossimi o dentro la sinistra Italiana,ecc.. senza ottenere risposta .segue email…CONFESSIONE AL PD

    DOPO 38 ANNI DI SILENZIOSA ADESIONE NON VOTERO’MAI PIU’ PARTITI DI SINISTRA CHE ,CON QUALSIASI COLORE DELLA CASACCA,CON QUALSIASI SIMBOLO,CON QUALSIASI COALIZIONE SI PRESENTINO A PROSSIME,FUTURE ELEZIONI.

    LA MIA DECISIONE E’ FORTEMENTE MOTIVATA.

    MOTIVAZIONI :

    -NON AVER FATTO LA LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSI (CONSEGUENZE INENARRABILI)

    – AVER CERCATO E INFRUTTUOSAMENTE SPERIMENTATO ALLEANZE CON FORMAZIONI TRADIZIONALMENTE COLLOCATE SU POSIZIONI CONFLITTUALI CON LA SINISTRA ITALIANA DAL PUNTO DI VISTA ETICO E SOCIALE INVECE DI COSTRUIRE O CONSOLIDARE POSIZIONI PROPRIE.

    – NON AVER SAPUTO O VOLUTO CREARE UN POLO DI SINISTRA COMPATTO E CREDIBILE IN GRADO DI FAR SENTIRE IL PROPRIO PESO IN PARTICOLARE SUI PROBLEMI DEL LAVORO E DELL’EQUITA’ SOCIALE ( OBSOLETO ARMAMENTARIO DI SINISTRA..VERO??? ).

    -AVER TENUTO UN RAPPORTO AMBIGUO E TENTENNANTE CON LE FORZE SINDACALI CHE HA PROVOCATO L’AUMENTO DELLA SFIDUCIA NELLA POSSIBILITA’ DI DIFESA DEI DIRITTI DELLA CLASSE LAVORATRICE.

    – NON AVER ESPRESSO POLITICHE NAZIONALI E COMUNITARIE VOLTE A CONTROLLARE LA PREPOTENTE SOPRAFFAZIONE DEL POTERE ECONOMICO E FINANZIARIO SU QUELLO POLITICO.

    – NON AVER DATO CORSO AD UN PROCESSO DI RINNOVAMENTO DELLA CLASSE POLITICA (AL NEFASTO SCOPO DI PROTEGGERE VECCHIE E/O STERILI NOMENKLATURE.)

    – NON AVER SAPUTO MODIFICARE IL PROPRIO LINGUAGGIO,IL PROPRIO MODO
    DI PROPORSI AI CITTADINI, CONCEDENDO SPAZI ABISSALI DI POTERE ( E DI CHE ALTRO SI TRATTA ?) AD ALTRI SCHIERAMENTI.

    – NON AVER ALZATO UN DITO CONTRO L’INFAME MODIFICA ALLA LEGGE SULLE PENSIONI DELL’ATTUALE GOVERNO IN NOME DI UN INTERESSE PER LA SALVEZZA DEL PAESE DEL CUI SFACELO E’ CORRESPONSABILE .

    IN CONCLUSIONE:

    NON IMPORTA QUALE SIA LA MIA POSIZIONE SOCIALE O CULTURALE,FATE CONTO CHE IO SIA UNA SEMPLICE X TRACCIATA CON LA MATITA NERA SULLA SCHEDA ELETTORALE CHE DECIDE DOPO 38 ANNI DI SCOLLARSI DALLA SUA POSIZIONE
    E ANDARE A SPASSO PER CERCARE ARIA NUOVA….VERAMENTE NUOVA .

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