Manuela Gandini
Chi se ne fotte dell’arte (leggi)
Andrea Cortellessa
Roma senza papa (leggi)
Andrea Fumagalli
Lo stato di crisi permanente (leggi)
Vladimiro Giacché
A che punto è la notte (leggi)
Mario Gamba
Memoria ed esorcismo (leggi)
Bia Sarasini
Matrimoni e libertà (leggi)

IL MONDO DENTRO IL CAPITALE
Andrea Cortellessa
Ghost Out of the Machine
Minaccioso, attendibile, Cosmopolis
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Tutto per tutto
Walter Siti, estinzione del dominio della lotta
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Romanzo e finanza tra Otto e Novecento
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ESTENUAZIONE DEL NUOVO
Pierluigi Basso Fossali
Pulviscolarità del nuovo
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Piccolo prontuario lessical-elettorale
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Formattare il civile
Neogiochi di società

NUOVI MEDIA E POLITICA
Maria Chehonadskih
Resistenza e repressione digitale in Russia
Intervista a cura di Stella Succi
Oleg Vorotnikov
L’arte può cambiare il mondo?
Intervista a cura di Stella Succi
Franco Berardi Bifo
Il paradosso dei media
Il cyber-attivismo dopo la Primavera araba
Simone Pieranni
Cina, l’Internet più censurato al mondo
E il più potente

NUOVE CITTÀ DI FONDAZIONE
Lucia Tozzi
Fondare città
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L’arte contemporanea cinese e l’utopia
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Viaggio nel cratere
Fenomenologia di L’Aquila Due

DOVE VA LA LETTURA
Luca Ferrieri
Elogio della bitestualità
Leggere nell’età della distrattenzione
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Il tempo del pensare oltre
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SHOZO SHIMAMOTO
Achille Bonito Oliva
Arte d’Oriente – A volo radente
Shozo Shimamoto
Quinto caos
Arte d’avanguardia è disegnare fiori durante la guerra
IL RITORNO DELLA TORTURA
Marco Palma
Chiamiamola col suo nome
Antidoti agli eufemismi
Sergio Segio
La tortura democratica
Come si faceva ai bei tempi
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Contro la rimozione mediatica,
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POESIA
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Da «La grande anitra»

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6 Risposte a Sommario del n°27 – marzo 2013

  1. Franco Pancotto scrive:

    Cultura (?)

    4 marzo, 2013 (dedicato a quella checca repressa di Lucio Dalla)

    La Cultura non è mica leggere un libro o andare al Cinema o che so io passare un quarto d’ora (non di più) a navigare (sic) su Internet e poi non farci una mazza di niente!

    Cultura è impiegare la propria conoscenza acquisita e quella a divenire in nome del cambiamento esistenziale proprio e di quello degli altri (già, gli altri…).

    Nel senso che, non esiste Cultura se non viene agita nel bene comune: cioè, rendere partecipe quello che si sa, con onestà intellettuale, con l’ingenuità di un bambino, direi… Chi ha gridato, ingenuamente appunto, “Il Re è nudo” ? Un bambino! E chi “confessa” di aver avuto esperienze sessuali “extra-tutto” nel bel mezzo di un pranzo domenicale all’italiana? Un bambino, sortendo la perplessità e il disappunto, l’allarme, che poi sfociano in un’incredibile risata dei commensali, tutti parenti stretti, strettissimi, genitori in primis, che sorvolano così su fatti drammatici, reati, codice penale alla mano. Finisce a tarallucci e vino (le virgolette non servono, tant’è acquisito nella cultura, appunto, italiana…), se non in una gran casciara complice il vino, che non può mancare a tavola, e te credo…! Con tutta l’ansia che un pranzo della domenica italiano porta in grembo, ogni cazzo di domenica, è chiaro che l’alcol diventa l’ingrediente principale dell’abbuffata settimanale, altrimenti, è un rito triste, trito e ritrito e ritrito, come andare a messa, a sentire quel Parroco che viene da lontano, dalle Filippine, addirittura!, ma sapranno mai i suoi fedeli cosa sono le Filippine o dove sono? No. Sono un arcipelago lontano, colonizzato dagli spagnoli, e quindi cristianizzato dell’800, teatro di guerre sanguinose con l’America, gli Stai Uniti d’America, capito hai? Che lèvati poi, quella in Cambogia, Vietnam, Afghanistan, Iraq, Somalia e presto in Siria, Iran e dovunque si vorrà esportare la propria idea di “Democrazia” …

    Ma si fa sempre il conto senza l’oste: non si tiene conto che in questi paesi, ma anche in Italia da Firenze in giù, lavorare per minimo 8 ore al giorno sotto un padrone, solo per lo sport di tirare a campare, non è proprio l’ambizione di questi popoli, Ok…?

    E che bella la Lucianina Littizzetto nel suo monologo di ieri sera proprio sul tema del lavoro, come un bambino, appunto, cito testuale: “Se si vogliono meno incidenti sul lavoro in Italia, si deve lavorare di meno!” Ma che brava! Bene! Bis! Finalmente qualcuno che lo dice “alla televisione”! Cazzo!

    Proprio come quel bambino lì: “Il Re è Nudo!” e io aggiungerei: “Ma come ce l’ha piccolo!”

    Franco Pancotto

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