Andrea Cortellessa

Negli anni Sessanta Guido Morselli immaginò il pontificato dell’irlandese Giovanni XXIV, all’altezza del 2000, come il tran-tran da CEO di una multinazionale di medio livello. Che a un certo punto, sostanzialmente per comodità, dà l’addio ai fasti barocchi (e al traffico non meno barocco) dell’Urbe per insediarsi in un impersonale, grigio residence di Zagarolo. Più che agli interrogativi senza risposta di Michel Piccoli nel citatissimo, in questi giorni, Habemus Papam di Nanni Moretti (ritrasmesso ad hoc in tivù), viene da pensare al cicaleccio formicolante quanto vacuo di Roma senza papa, appunto, come alla più efficace prefigurazione del gesto di Benedetto XVI che ha sconvolto il mondo, anzitutto mediatico, l’11 febbraio.

Da ben sette anni orfani dei frissons da freak show di Wojtyla, colla sua interminabile colliquazione in mondovisione, non è parso vero ai media poter sparare di nuovo in front page Piazza San Pietro (che fa sempre, diciamolo, la sua porca figura sullo schermo – specie sotto la pittoresca nuvolaglia di febbraio). Sicché dopo aver ululato per anni al martire, all’eroe, al bodyartist estremo Wojtyla – del pari il medesimo media world ora incensa, per lucidità spregiudicatezza e coraggio (?), il suo decoloratissimo successore. (Mentre fioriscono sfrenate, si capisce, le dietrologie: da VatiLeaks allo IOR al truce Segretario di Stato Bertone – che le Dimissioni servirebbero a mettere in fuorigioco, laddove già il figuro a quanto pare si stava preparando a telecomandare Ratzinger come Ratzinger aveva telecomandato Wojtyla durante il suo lungo addio. Curiosa tattica, quella di chi per dar scacco a un sottoposto insubordinato non trovi di meglio che dimettersi).

L’appellativo che risuona con maggiore insistenza è «rivoluzionario»: sostenendo che, con l’explicit a sorpresa, il pontificato di Ratzinger avrebbe riscattato, tutto in una volta, il settennato di sbadigli a sganasciare che lo ha preceduto. Ce lo aspettavamo conservatore, s’è detto, ed è stato – appunto – un rivoluzionario. Non si sa bene di che indirizzo sia, codesta pretesa «rivoluzione» di BXVI (il cui gesto più memorabile, nei sette anni di catalessi politica, è stato nel 2009 il tentativo, di memorabile goffaggine, di riannettersi – nulla di più urgente in agenda, si vede – gli ultras tradizionalisti di rito lefebvriano: giungendo a revocare una scomunica wojtylesca a quel vescovo Williamson che aveva fatto parlare di sé come negazionista della Shoah).

Qualcuno ha fatto notare come l’istituto dell’abdicazione sia in effetti un relitto giuridico dello status di Papa Re, con tutti i suoi bravi poteri temporali (per questo non ve n’era traccia dal XV secolo): se l’autorità del Pontefice è per eccellenza spirituale, non si vede come l’Illuminazione Divina (e il dogma dell’Infallibilità che ne deriva) possa essere di punto in bianco – e anzi con anticipo di due settimane, come nemmeno la più bennata collaboratrice domestica – revocata e a tutti gli effetti sospesa (un alto prelato polacco, con ovvie nostalgie wojtyliane, s’è di fatto adontato: «dalla Croce non si scende quando si vuole»). C’è poi chi dice che il coup de théâtre in Vaticano avrebbe rotto le uova nel paniere alla rincorsa elettorale dell’altro Unto dal Signore, il Berlusca candidato premier per la sesta volta, che s’è visto così inopinatamente sottratta la luce dei riflettori. Più verosimile pensare che BXVI si sia voluto allineare alle Grandi Riforme minacciate per la prossima legislatura dai Monti Boys: la si faccia finita con ’sta barba del posto fisso e più flessibilità per tutti (ma anche, pensionamenti il più in là possibile).

Tutto ciò premesso, però, confesso che la mutria in cartapecora da Imperatore del Male di Star Wars del Ratzinger scoronato, in queste ore, mi è venuta in una certa simpatia. Chi non si ricorda di quella stellare prima pagina del manifesto, «Il Pastore Tedesco»? Ora che può di nuovo scodinzolare in pace per i Giardini Vaticani, finalmente il povero Ratzi è tornato un cane sciolto.

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9 Risposte a Roma senza papa

  1. andrea inglese ha detto:

    Bel pezzo Andrea: eh, sì, strano “coraggio” quello di chi taglia la corda. Ma la claque del papa non sonnecchia mai, in Italia.

  2. lupo ha detto:

    finalmente una cosa decente sul paparazzi

  3. riccardo de gennaro ha detto:

    nessuna dietrologia, bxvi ha finalmente scoperto che dio non esiste. e che i poteri sono altri.

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