Augusto Illuminati

Sandro Medici, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali capitoline con una lista civica, si colloca nel solco di una tradizione radicale locale che ha i suoi emblemi nella Repubblica romana del 1849 e nell’amministrazione Nathan (1907-1913). Proprio per questa eredità, Medici propone di sopprimere l’intitolazione di un’importante arteria romana, congiungente S. Maria Maggiore e piazza Vittorio, a Napoleone III, l’avventuriero bollato da Victor Hugo come “Napoleone il Piccolo” e che, quando era ancora solo Presidente di Francia con il nome di Luigi Bonaparte, ordinò la sanguinosa spedizione militare che soffocò l’esperienza repubblicana di Mazzini, Saffi e Garibaldi.

Negli anni successivi e nella stessa logica autoritaria e clericale, Luigi Bonaparte con il colpo di stato del 2 dicembre 1851 (il 18 brumaio di un celebre scritto marxiano) trasformò la repubblica francese in dittatura imperiale. La dedica stradale esprime riconoscenza per il contributo francese alla II guerra di Indipendenza (1859), sorvolando sui crimini del 1849 e del 1851-52.

Un omaggio anacronistico. Se un ricordo spetta alla Francia, vada allora a chi volle unire l’idea di felicità dei popoli alla radicalità della Rivoluzione. Il ventisettenne Louis Antoine de Saint-Just, nella relazione sul modo di esecuzione del decreto contro i nemici del popolo, 13 ventoso dell’anno II, scrisse: le bonheur est une idée neuve en Europe, la felicità è un'idea nuova in Europa, anche se già iscritta (the pursuit of happiness) da Jefferson nella Dichiarazione di indipendenza del 1776, un tema lockiano suggerito (pare) da un immigrante italiano, Filippo Mazzei, suo collaboratore e vicino di casa. Un lungo circolo, che potrebbe riannodarsi proprio a Roma, a ridosso dei fascisti terzo-millenari di CasaPound che in quella strada hanno tana, su gentile concessione del sindaco Alemanno.

Il grandissimo Saint-Just, da cui (come da Robespierre) ha voluto virtuosamente prendere le distanze Bersani, è stato a lungo disdegnato dalla prudente toponomastica francese, tanto che a Parigi gli è dedicata solo una viuzza periferica, ai margini di Batignolles, 17° arrondissement. A lui, che voleva estendere a tutta Europa la volontà francese di cancellare infelici e oppressori facendo fruttificare l’amore delle virtù e della felicità, che coltivava un’idea d’Europa ben diversa da quella di Maastricht e di Schengen, sia degnamente reintitolata una strada strappata alla piaggeria sabauda e alle nostalgie imperiali!

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4 Risposte a Strade a Roma e altrove

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