Chiara Balsamo

Fondato da Silvia Maglioni e Graeme Thomson, Terminal Beach nasce nel 2005 come format radiofonico sperimentale trasmesso dalla stazione indipendente Radio Blackout. Oltre a presentare una vasta selezione musicale, il programma lasciava spazio a vere e proprie live performance a partire da mix deterritorializzanti e strategie di disorientamento dell'ascoltatore.

La vicinanza all'emittente radiofonica e il contesto torinese sono fondamentali per comprende il percorso di ricerca e la natura militante del progetto: Radio Blackout infatti si autodefinisce un soggetto rivoluzionario e un mezzo di comunicazione a partire dalla comprensione della distinzione tra comunicazione antagonista e propaganda. Il ruolo di Blackout è ad esempio di fondamentale importanza per la lotta No Tav in Valsusa e punto di riferimento per il movimento nel resto di Italia.

Occupazione ex caserma Colombaia, Susa, marzo 2012 (foto Chiara Balsamo)

La stessa necessità di riflessione sulle pratiche di produzione dell'informazione e della comunicazione è uno dei punti di partenza del progetto Terminal Beach che, in seguito alle prime sperimentazioni radiofoniche, si è ampliato costituendo una piattaforma indipendente per la produzione di lungometraggi, film documentari, laboratori, autoproduzioni editoriali, spettacoli e videoinstallazioni. Come essi stessi affermano, Terminal Beach è una zona di spostamento e di indeterminazione, uno stato d'animo, uno spazio di riflessione critica e di produzione creativa, che esplora le nuove possibili configurazioni di immagine, suono, testo, politica e pubblico.

Dal 2011 - partendo dall'esperienza dei Cinétracts realizzati da Godard, Marker e Resnais - Silvia Maglioni e Graeme Thomson sviluppano il progetto Tube-Tracts. Il progetto (attualmente in corso di lavorazione) consiste in una serie di brevi video che adottano le strategie della pratica di détournement situazionista e le metodologie dei precursori del Cinétracts. I Cinétracts sono una serie di 41 cortometraggi non firmati, che attraverso il montaggio di immagini di reportage giornalistico, slogan, poesie e pensieri sulla teoria della lotta di classe, aprono una discussione sul potenziale rivoluzionario delle immagini e del testo in relazione agli avvenimenti di Parigi nel maggio-giugno del 1968.

Blocco A32 Torino Bardonecchia, Chianocco, aprile 2012 (foto Chiara Balsamo)

Il più recente dei Tube-Tracts di Terminal Beach è Trans Euro Express, realizzato nel febbraio 2012 come reazione ai numerosi arresti che colpirono il movimento No Tav nel mese precedente. L'esperienza del movimento No Tav è esemplare nel problematizzare la condizione di stallo linguistico nella comunicazione e nei media. Il codice comunicativo utilizzato dal potere è caratterizzato da un utilizzo mirato di "parole d'ordine", imponendo una ricezione gerarchica e negando ogni possibilità di partecipazione. Come afferma John Berger la strategia ideologica della tirannia è quella di screditare l'esistente in modo che tutto si riduca ad una versione speciale del virtuale da cui trarrà una fonte infinita di profitto; partendo da questi presupposti il No Tav ha da sempre attuato nuove pratiche di resistenza e di linguaggio finalizzate a scardinare tale dispositivo egemoniaco in favore della ragione e dell'esistenza.

Il Tube-Tract si pone all'interno di un contesto di lotta come un mezzo di analisi critica, di soggettivazione e di azione diretta. Il quesito che vuole essere sollevato riguarda la capacità di pensare politicamente attraverso i media, che nel presente svolgono un'azione fondamentale nel controllo della società da parte degli organi di potere.

Nel comunicato che ha accompagnato l'uscita di “Trans Euro Express” sulla piattaforma Info Aut, gli autori affermano: "Trans Euro Express è un Tube-Tract che inaugura una nuova serie, che vogliamo portare avanti anche collettivamente, intorno alla politica del montaggio e delle immagini in uno spirito post-godardiano di youtube, ma è soprattutto una breve composizione affettiva per la resistenza dell'arte e l'arte della resistenza su scala epica (e micropolitica), per l'epopea dei popoli che si rivoltano e si costituiscono nell'atto di resistere alle macchinazioni del capitalismo finanziario".

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