Manuela Gandini

Come reagisce l’arte contemporanea alla profezia Maya che prevede per oggi, 21.12.12, la fine del mondo? Tra le parole dei movimenti new age sul cambiamento vibrazionale, le meditazioni e i preparativi di purificazione, in questo stato di massima entropia collettiva e individuale, Michelangelo Pistoletto e Jannis Kounellis danno singolarmente un’interpretazione alternativa allo stato delle cose. Il primo, celebrando, in una trentina di paesi al mondo, il Rebirth Day, la Prima Giornata Mondiale della Rinascita; il secondo inaugurando una mostra al Centro San Fedele di Milano, nella quale un grosso crocefisso di legno è avvolto in un panno marrone ed è sospeso al braccio di una croce più leggera.

Secondo Pistoletto, l’umanità sta entrando nel Terzo Paradiso. Dopo aver vissuto il primo, quello nel quale eravamo totalmente integrati con la natura, e il secondo, quello artificiale, della tecnica e delle arti, coniugheremo i due rendendo la nostra vita e il pianeta fertili e creativi. Il simbolo del Terzo Paradiso - che secondo Pistoletto ci accingiamo a varcare oggi - è stato da lui creato anni fa adottando l’otto rovesciato dell’infinito, al quale ha aggiunto – nell’intersezione dei due cerchi - un circolo più grande, simile a un ventre fecondato. Dunque, per celebrare il 21 dicembre, l’artista ha cominciato da giugno a proporre grandi riproduzioni del simbolo in vari paesi del mondo, da Philadelphia a Pechino, da Mumbai al Camerun, componendone la forma in modo sempre diverso: con tappi di bottiglia coloratissimi, con stracci, con persone, con resti archeologici.

Michelangelo Pistoletto, Il Terzo Paradiso

Ieri, nello Spazio della Pelandra del Macro a Roma, un gruppo di disabili su carrozzine elettriche, ha assunto la forma designata per poi scomporsi in una partita di Wheelchair Hockey, hockey su carrozzina. Questa sera, nello spazio esterno del Louvre a Parigi, 365 persone, una per ogni giorno dell’anno, si uniranno in un abbraccio tenendo in mano una candela che verrà spenta, come in compleanno, contemporaneamente da tutti. Anche al Bozar di Bruxelles, “luogo di raccoglimento multiconfessionale e laico”, verrà creato il simbolo con la partecipazione del Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso.

Al Centro San Fedele, invece Kounellis ha interpretato l’Apocalisse giovannea con il grande drappo marrone che, come un saio, avvolge la croce in un intenso gioco di forze. “Apocalisse – afferma - vuol dire rivelazione, svelamento. Ma di che cosa? Si rivela sempre un’immagine. L’immagine è rivelatrice, non è mai descrittiva la rivelazione. Anche quando sollevi un velo è un attimo. Il nascosto, nell’idea della rivelazione, c’è sempre. La rivelazione non è catastrofica è un’alternativa radicale. L’amore è il fondamento, indica un modo nuovo, una predisposizione. Il modo per uscire dalla crisi è andare verso l’altro, guardarlo negli occhi e sentire il suo respiro”. Entrambi, Pistoletto e Kounellis, mettono al centro l’arte come esperienza etica ed estetica, l’ amore, la consapevolezza e la condivisione.

Jannis Kounellis, Senza titolo (Svelamento, 2012)

È vago e pretestuoso parlare di democrazia in senso meramente populistico - scrive Pistoletto nel suo ultimo manifesto - Si devono innescare le pratiche di conoscenza, consapevolezza e discernimento del singolo individuo nei rapporti diretti tra persona e persona, fino a comprendere l’intera società democratica. (…) Condividere vuol dire apportare all’altro la propria coscienza, consapevolezza e conoscenza. Inoltre se il guadagno e la gratuità, in un bilanciamento degli opposti, saranno compresenti in egual misura, lo scambio inter-individuale porterà ad una ricchezza comune”.

All’opera collettiva e globale di Pistoletto ciascuno di noi è invitato a partecipare. Come? Facendo una cosa gratuita per tutti, facendo una cosa gratuita per il mondo, facendo una cosa gratuita per chi è vicino a te, facendo una cosa gratuita con chi è vicino a te, facendo rinascere gratuitamente il mondo…

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4 Risposte a La Profezia, l’Apocalisse e il Rebirth-day

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