Carlo Formenti

Il successo elettorale del Movimento 5 Stelle sollecita un approfondimento dell’analisi in merito alle ragioni per cui non esiste una Occupy italiana. Molti attribuiscono questa assenza alla persistente egemonia delle sinistre radicali «classiche» (recentemente confermata dalla mobilitazione del No Monti Day). Personalmente ritengo più interessante ragionare sulla peculiarità della composizione di classe della nostra società, caratterizzata, da un lato, dalla relativa tenuta di strati proletari di tipo tradizionale, tuttora capaci di agire da attrattori politici per una parte dei lavoratori precari, dall’altro lato, dal limitato peso numerico e politico dei knowledge workers.

L’esito delle lezioni siciliane sollecita un’ulteriore riflessione sul secondo punto: mi pare ormai evidente che ampi strati del nostro «Quinto Stato» trovano rappresentanza nel Movimento 5 Stelle più che nell’area politico culturale di ispirazione neo/post autonoma. I giovani esponenti delle nuove professioni si riconoscono in 5Stelle per varie ragioni: sia perché ne condividono le scelte organizzative – una federazione di gruppi locali con forte autonomia –, sia perché ne apprezzano l’ideologia radicalmente «impolitica» (posto che l’etichetta antipolitica, coniata da partiti e media, ha valore puramente propagandistico), vale a dire il netto rifiuto del nostro marcescente sistema di democrazia rappresentativa, unito alla ricerca di modelli alternativi di democrazia diretta, nei quali ritroviamo aspetti – mandato imperativo e revocabilità della delega, scelta dei candidati via Web, allineamento degli stipendi degli eletti a quelli dei lavoratori comuni – che sembrano «copiati» da quelli adottati dagli insorti della Comune di Parigi.

Come spiegare la contraddizione fra questi princìpi e la leadership «monarchica» di Grillo (non molto dissimile, per inciso, a quella fra la leadership carismatica di Vendola e la base del suo movimento)? Si tratta di una contraddizione apparente, visto che stiamo parlando di soggetti sociali atomizzati ed eterogenei, che tentano di riaggregarsi attraverso un medium – la Rete – che promuove un paradossale mix di comunitarismo e individualismo, di orizzontalità democratica e di concentrazione/personalizzazione del potere. Sono caratteristiche che marcano i limiti di un’esperienza che, mentre appare destinata a ottenere lusinghieri risultati elettorali, rischia di afflosciarsi rapidamente in assenza di un chiaro modello interpretativo della società italiana, e di un conseguente progetto politico – soprattutto se e nella misura in cui, all’originario nucleo «creativo», verranno aggregandosi altri soggetti (piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, ecc.), accomunati dalla rabbia contro la «casta» ed esasperati dalla crisi.

La domanda cruciale è tuttavia la seguente: esistono progetti politici alternativi, in grado di presidiare lo spazio politico fra i «vecchi» movimenti, egemonizzati dalla sinistra radicale, i grillini? L’area post operaista, che non a caso auspica più di ogni altra la nascita di una Occupy «made in Italy», sembra volersi candidare a svolgere tale ruolo. Il problema è che non esiste alcuno spazio politico da presidiare: da un lato, la sinistra radicale, con tutti i suoi limiti, incarna la resistenza operaia alla ristrutturazione capitalistica, dall’altro lato, 5Stelle rappresenta già, di fatto, una sorta di Occupy italiana. In mezzo, si vedono solo discorsi teorici sui beni comuni al di là della dicotomia pubblico/privato, su una riforma del welfare fondata sul reddito di cittadinanza, sul presunto «potere costituente» delle moltitudini.

Si tratta tuttavia di temi e parole d’ordine che, opportunamente tradotti e banalizzati, possono essere tranquillamente digeriti e incorporati sia dalla sinistra radicale «classica» che dai grillini. Il che rafforza un dubbio che, chiunque si consideri ancora comunista, non può evitare di provare leggendo il «non manifesto» di Negri e Hardt (appena uscito da Feltrinelli): è possibile che l’eresia marxista del postoperaismo si sta trasformando in una filosofia liberale di (estrema) sinistra? Il che spiegherebbe, per inciso, la fortuna della «italian theory» fra gli accademici d’Oltreoceano.

Dal numero 25 di alfabeta2, nelle edicole, in libreria e in versione digitale

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4 Risposte a Grillo e il Quinto Stato

  1. Alberto ha detto:

    a me pare che le tesi della destra populista, con Berlusconi in testa, ma anchedi un esponente come Tremonti, coincidano con quelle della sinistra più radicale, che va oltre SEL e Vendola. E’ come se le teorie del complotto finanziario, l’idea di un gruppo di potere che organizza e controlla la crisi fossero divenute patrimonio comune di coloro che, in un modo o nell’altro, hanno ereditato il post sesssantottismo, confondendo libertà con liberismo e la rivolta con il rifiuto delle regole. Lo diceva Perniola: Berlusconi o il ’68 realizzato.
    Ciò che non comprendo è la volonta di seguire o nobilitare i grillini. favoriranno, unicamente, la desta e il populismo. Non vorrei che venissero coccolati come è avvenuto con la Lega, con i risultati che poi abbiamo visto.

  2. Vincenzo Cavallo ha detto:

    Il parallelismo tra i Grillini e la Lega è riduttivo. La rivoluzione Arancione ed i Grillini condividono lo stesso punto di partenza ma non lo stesso punto di arrivo e le stesse metodologie, i Grillini fanno più paura perchè non hanno come punto di riferimento nessun modello politico del 900, le loro metodologie spaventano ancora di più perchè il loro cyberpopulismo ha dato vita a nuove contraddizioni mai viste prima. Gli Arancioni fanno un po tristezza con slogan populisti che non hanno nessun senso soprattutto se detti da soggetti che fino a ieri appartenevano ai Partiti che si sono spartiti la torta. Infine non credo che i Grillini siano una minaccia per la sinistra ma per il sistema in generale, ed è chiaro che far distruggere un sistema a chi non ha chiari modelli in testa fa molta paura, soprattutto ad un Italiano medio che ha ancora molto da perdere, mentre gli Arancioni sono funzionali alla vittoria della sinistra e basta.

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