Giovanni Fontana

visualizza il tempo / il tempo / e slitta / slitta / in silenzi aleatori / con gran considerazione di mistici orientali / di musici / fanali di generazioni / ioni di materie balsamiche e profumi d’anime / di filosofi in gloria / di sacerdoti d’intelletto in stretto rapporto sul piano operativo / divo fuori controllo

un crollo di strutture / per avventure / music of changes / per pianoforte solo / dove glissano già tecniche aleatorie sull’i-ching / con procedure dure / piuttosto elaborate / basate su segni dello scarto / dell’improvviso caso / per caso involati nell’aria / come ribelli / uccelli

avrebbero giocato sul compositore / come gioca il coniglio ballerino sul cappello di un fungo / a lungo strapazzato dai passi della danza / e infine trifolato nel paesaggio immaginario / che vale un passaggio / un assaggio / dicono / impietoso e occasionale / trasversale

del tutto avvelenato di follia / per tempo perso / preso per tempo / avendo fatto il proprio tempo in tempo / già / come cappellaio matto / in balìa / fratto e stupefatto / del tutto sotto scacco / pur avendone da vendere di tempo / tutto in punto di virgola e di conto

e senza tornaconto / senza batter ciglio / anche / né piede fuorisede / ma dando tempo al tempo / tanto da lavorare per mesi e mesi / adottando scelte del caso per ciascuna nota / per le durate / i timbri / l’ombra / le dinamiche / i silenzi / gli ambienti / che fanno il bello ed il cattivo / tempo

tanto che quando fu la pioggia nei paesaggi / i funghi ne gioirono / in tempi fulminanti / come accade / talvolta / in arrocco / sulla scacchiera / al rintocco della campana della sera / che mette in fuga i pipistrelli / disorientati dalle vibrazioni / su tempi impercettibili

come in imaginary landscape / per dodici apparecchi radio / ecco / ciascuno azionato da coppie di strumentisti esperti / delegati alla regolazione del volume / al controllo della sintonia / a piacimento / a tradimento dell’avvenimento / che si fa evento e teatro di suoni

senza por tempo in mezzo / gli strumentisti estraggono le vibrazioni all’amo / i pescatori non sanno cos’è che spunta a pelo d’acqua / così che in winter music / per organico da uno a venti pianoforti / lo spartito è formato da pacchetti di pagine da ridurre ad libitum

ché l’ordine è pur modificabile / frammenti di rigo / cluster e grappoli di note / sono ordinati dall'esecutore che stabilisce la collocazione degli eventi / successione / dinamica / durata delle risonanze / danze di suoni nel vortice dell’accidente

ché per l’interprete / tutto è già possibile / ma in congiuntura d’incidente / istantaneamente i segni vanno letti come suggestioni di azioni strumentali / o come simbolo del risultato / in vicissitudine sonora / d’ora in ora / scenicamente / con un aggancio all’improvvisazione

un groviglio denso / automaticamente / porta gran rigoglio di suoni / dice il pianista / e gli spazi bianchi dicono silenzio / i punti isolati dicono singole note d’inchiostro / in coscienza elementare / ma la rapidità e il verso di lettura / derogano alla tessitura

la possibilità di omettere con l’occhio porzioni dello spazio / di saltare da questo a quell’evento / entrando e uscendo dalla gabbia / di condensarli / di isolarli / nel tessuto dell’eterno ritorno / che non finisce mai di rivelare accenti / di rapportare al tutto scale di valori non giustificate

son fatti immediati e variabili / volta per volta / ché dicono che il canto è superato nella gabbia del silenzio / e il gesto supera i concetti / di melodia o di armonia / considerando suoni in sé / come avvenimenti da contessere in spazi di evidenze

nel labirinto superacustico / perifrastico / transmesostico cum figuris / come costellazioni di suoni e nebulose che si rincorrono in sfere musicali / in piste poetiche / similmente alla tecnica dell’alea / gli automatismi / parimenti appaiono comuni

dove nominar le cose è realizzare cose / e la composizione è per campi sonori / per fasce sovrapposte / e la scrittura d’azione e le pittografie salgono / così che entrambi i settori pongono attenzione alla gestualità / per cacciar via la musica / con i bambini che corrono nella stanza

è l’utilizzazione di fonemi / di testi poetici smembrati / di frammenti di parole / di brandelli testuali passati di voce in voce / affidati da musicisti a vocalità non impostate / a voci recitanti impegnate in ricerche radicali / a sonorità mai frequentate prima in campo musicale

rincorrendo dimensioni spazio-temporali attraverso il movimento / l’immagine / la presenza del corpo e degli oggetti / il gesto / allora / si spinge oltre il suono / per considerarlo un puro e semplice residuo / le partiture ricche di indicazioni di comportamento dicono notazioni assai speciali

positura e dinamica degli strumentisti dicono di traiettorie / in 4 e 33 si prescrive di far preparativi del concerto e appena pronti di restare / lì / in silenzio / per quattro lunghi minuti e trentatré secondi / così che il pubblico ascolti il rumore di fondo dell’ambiente

dicono che assurga / così / a dignità insolita e imprevista / la musica / che esca dai confini / oltre limen / questo il dettato / il gioco / il fuoco / dicono / che spinga negli anni in un teatro aperto / di certo multidirezionale / per esperienze linguistiche adatte al salto del cavallo

nel passo verso il rito collettivo / è nota la predilezione zen per il silenzio / e non è raro che i fogli siano completamente bianchi / che non comprendano né esiti né fatti / se la prescrizione do nothing non è così difficile / l’opposto / do something / è certo imbarazzante

si dice non far nulla / si dice fa qualcosa / totale smisurata libertà / non per tonalità / bensì secondo il tempo / puoi suonare note a volontà / “vola colomba” ? / disse qualcuno / puoi anche strangolare la prozia / o sol pensarlo / son atti identici nell’immutabile scorrere del tempo

e si richiede un’altrettanto smisurata indifferenza agli accidenti della vita umana / ecco / se l’esecutore tradisse il testo / se l’azione fosse cercata per amore del sensazionale come dell’ovvio / per desiderio di realizzare qualcosa di grazioso / o qualcosa di estremamente rozzo

cazzo / gli echi del pianoforte preparato abbracciano i rumori / il criterio di interpretazione è assumibile sui passi del pedone / e ritorniamo al tutto ed al possibile / dove segni vanno letti all’istante / e il groviglio si fa denso / automaticamente / con esuberanza

ancora gli spazi bianchi dicono silenzio / i punti dicono note singole d’inchiostro / la rapidità e il verso di lettura dicono dell’isolamento e della possibilità di portare l’occhio oltre lo spazio / di saltare da questo a quell’evento / ammazzando il tempo e scongiurando

finalmente / un finale di partita

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