Gian Piero Fiorillo

La proposizione fondamentale del riduzionismo biologico in psichiatria è la dichiarazione di identità fra mente e cervello: per quanto attiene alla sfera mentale, l’uomo è il suo cervello. Gli psichiatri di questo orientamento sostengono di mutuare l’affermazione dalle neuroscienze. Ad esse inoltre si riferiscono per giustificare il largo ricorso agli psicofarmaci nella pratica medica. Tutti e tre questi passaggi sono discutibili.

Sostenere che l’uomo è nient’altro che il suo cervello – o meglio il suo sistema nervoso – significa cancellare tutta la sfera spirituale, psicologica e storico-relazionale: in altre parole ridurre la mente al supporto fisico più prossimo. Se la proposizione è vera allora tutti noi siamo macchine e ogni nostra modalità d’essere è involontaria, compresa la volontà. Non abbiamo alcuna possibilità di intervenire sulla coscienza, che è come ci si presenta nonostante la nostra illusione di governarla almeno in parte. Ogni libertà di scelta è preclusa: il meccanismo neuronale decide per noi. Un materialismo così inteso non lascia spazio a mediazioni: siamo automi determinati da forze che non conosciamo. Così come la traiettoria di un’automobile soggiace alle leggi della fisica, la volontà del guidatore obbedisce a forze esterne e sconosciute. Un planetario Truman show senza regista.

Due. Le neuroscienze si occupano del cervello, ma una parte non indifferente della ricerca studia l’interazione fra cervello e mondo. È innegabile che ad ogni nostro pensiero, sentimento, emozione, incontro, corrisponda qualcosa nel cervello, ma non è affatto scontato il rapporto causale. Se sono ansioso il mio sistema nervoso è coinvolto, ma è la causa del mio stato? Non è piuttosto il contrario? Ma poi siamo certi che il ricorso alla nozione di causa lineare sia sufficiente?

La terza proposizione è la meno giustificata. Ammettiamo che “tutto accade nel cervello”. E che dunque la follia (o se volete la malattia mentale) sia localizzabile in un organo. Per quale motivo dovrò allora, come medico, somministrare al paziente farmaci che nel tempo danneggiano irreversibilmente l’organo interessato? In verità non c’è rapporto fra gli interrogativi più recenti delle neuroscienze e la pratica della psichiatria biologica, che è di fatto in tutto il mondo il braccio medico di un Truman show. Però, a ben guardare, i registi ci sono e sono piuttosto riconoscibili.

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4 Risposte a Truman show

  1. Giuseppe ha detto:

    Questa affermazione che l’uomo è soltanto il suo cervello è contraddetta in linea strettamente logica. Il cervello non è un meccanismo che ha un suo funzionamento, è un organo che rappresenta quanto deriva dai sensi e dalle attività mentali. Quindi il cervello per funzionare correttamente ha bisogno di tutto il corpo e di tutte le sue funzioni incluse, ad esempio, quelle di tipo elettrolitico connesse con la circolazione sanguigna. Pensavo che questa visione tardo medievale del cervello fosse stata seppellita dall’ingegneria della conoscenza messa a punto nel ‘900. Ma pare che girino ancora queste strampalate teorie

  2. Ishwar ha detto:

    Che poi il problema vero e8 che di eeigrne positive in questo cazzo di paese ce ne sono, e tante.Solo che la pessima visione (purtroppo realistica) che abbiamo dei politici le tiene lontane, chi e8 che ha voglia di entrare nella categoria? Poi perf2 non si puf2 rompere i coglioni dicendo che sono tutti mediocri, squallidi, eccetera eccetera. Non ce ne sono altri, e se ci sono sono proprio pochetti.Ok, mi rendo conto che scardinare sta cosa non e8 semplice. ..

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