Le opere riprodotte nel numero 24 di alfabeta2 (novembre 2012) sono dell'artista Roberto Barni.

Qui una galleria delle immagini pubblicate

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Una Risposta a Roberto Barni

  1. Come il pensiero potrebbe trovare il suo corpo , se questi ancora non avesse trovato i propri organi ma solo un nudo involucro fatto a cornice, attaccata ad una coppia di piedi? – Supponiamo in metafora di trovarci di fronte, appunto, ad una quadrata cornice, non producente ombra, ma dal cui sostegno a terra, ( i piedi ), si estende l’ombra umana. Come e quando si costituirebbe la soggettività?. Come e dove si percepirebbe la persona ? L’intuizione dei confini esterni di una forma si possono combinare in modo oscuro con la sensazione dei miei stessi confini corporei . In proiezione, da questo quadro teorico ,non ci sarebbe scambio, transfert , congiunzione tra Io – mondo, soggetto – oggetto, anima – corpo, soggetto – soggetto .
    L’essere non ci sarebbe ancora ma solo la sua ombra e la coppia di piedi aderenti a terra. Un’ombra ancestrale era già li in attesa di aggregarsi al suo corpo? L’immunologo Claudio Franceschi dice che siamo fatti di pezzi e sottopezzi di organi le cui storie hanno origini evolutive differenti. Finalità adattive e compromessi li tengono insieme senza un direttore d’orchestra. Plinio nella sua Historia naturalis rammenta che la pittura è nata allorché si cominciò a delineare il contorno dell’ombra umana

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