Antonello Tolve

Fotografie Total. Con questo titolo orientativo il MMK - Museum für Moderne Kunst Frankfurt am Main, propone, fino al prossimo 13 gennaio, un percorso insistente tra le maglie di una fotografia – totale appunto – che fa i conti con un nucleo fragile e irrequieto chiamato vita. Si tratta di una mostra che invita lo spettatore a leggere, attraverso trecento acquisizioni della collezione, interventi costruttivi, azioni sintetiche e diffidenze ad un modello – il mondo della vita, o meglio Lebenswelt – che sollecita l'artista a vestire nuovamente i panni del detective, del sociografo e dell'antropologo impegnato (Kosuth), per mostrare, con personali e passionali stratagemmi creativi, alcune problematiche che toccano la storia (le storie), le società, le varie esperienze legate all'incontro con l'altro, le varie forme e i vari contesti culturali.

Scandita da alcuni lavori di trentanove artisti di diversa estrazione e natura, la mostra propone, accanto alle nuove manovre della filosofia contemporanea impegnata a decifrare e ricostruire le direzioni del Realism, una serie di nuovi inviati speciali della realtà (Bonito Oliva) che strappano la pelle al mondo per resistere, per sabotare il luogo comune, per ritornare ad un senso civico e ad un pensiero critico capace di suscitare punti di domanda, sguardi trasversali nei confronti di una comunicazione distorta che lobotomizza i cervelli e mostra perniciose strade a senso unico, rischiosi cul-de-sac per la riflessione.

Atlas Group, Secret on the Open Sea, 2012 (exhibition view, MMK Museum für Moderne Kunst, Frankfurt am Main)

A Room With a View (2010) di Mark Borthwick e Secret on the Open Sea (2012) un progetto del collettivo francese Atlas Group (realizzato con la collaborazione di Wald Raad), assieme al site specific Real Luxury is Buying Nothing (2012) di Erik van Lieshout, rappresentano, ad esempio, tre modelli di un approccio alla realtà che radicalizza sulla ricerca della verità. Se Real Luxury is Buying Nothing mostra un ambiente costellato d'immagini e spot para-pubblicitari che invita ad interrogarsi sui mercati mondializzati, Secret on the Open Sea si pone, dal canto suo, come un lavoro di scavo e di recupero della memoria. Morbida e poetica, A Room Whit a View espone, invece, un particolare punto di vista dell'artista, un locale alla fine del mondo in cui il reale e la sua immagine si incontrano e si compenetrano per partecipare ad uno stesso gioco linguistico che trova nello spazio – nell'allestimento – il nucleo e il grumo del lavoro.

Erik van Lieshout, Real Luxury is Buying Nothing (particolare), 2012 (exhibition view, MMK Museum für Moderne Kunst, Frankfurt am Main)

Snodati lungo il percorso espositivo, Seat the Woman, Black ChairModel: Judith (1978), una meravigliosa donna di John De Andrea, (tra i protagonisti dell'iperrealismo) assieme a due lavori di Bernd und Hilla Becher – 35 cartoline inviate tutte allo stesso indirizzo («Albin Uldri, 3067, Hinter Kappelen Schweiz») e 40 scatti che propongono una ripetizione differente del soggetto raffigurato – invitano lo spettatore a riflettere, da angolazioni differenti, su alcune problematiche (la solitudine, la traduzione, l'archeologia industriale e le varie tipologie abitative) che disegnano il mondo.

Raum Unter der Treppe (1991), una meravigliosa installazione ambientale formata da 171 oggetti in poliuretano, assieme a 9 foto tratte dal film Der Laug der Dinge (1987) del duo Peter Fischli/David Weiss arricchiscono ulteriormente il viaggio tra i segni della realtà mediante procedure, ironiche e a tratti surreali, che inchiodano lo spettatore al continuo processo accidentale della vita quotidiana.

Fischli/Weiss, Raum Unter der Treppe, 1991 (exhibition view, MMK Museum für Moderne Kunst, Frankfurt am Main)

Notevole, nel tragitto offerto, è anche il piano progettuale di Peter Roehr (Lauenburg, 1944-Frankfurt am Main, 1968), un pioniere tedesco della Pop Art e del processo analitico che ha elaborato agli inizi degli anni Sessanta (poco prima di morire, ad appena 24 anni) un discorso sulla società dei consumi per offrire un'ars combinatoria che elogia – attraverso video e fotografie – la serialità, la propagazione e la replica geometrica dell'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica.

Gregor Schneider, N. Schmidt, 2001-2003 (MMK Museum für Moderne Kunst, Frankfurt am Main)

Assieme ad opere strettamente fotografiche che indagano la realtà per reificarla, sottolinearla, rimodellarla, riprodurla (le immagini di Sebastião Ribeiro Salgado e di Santiago Sierra si pongono come ferite aperte), alcuni lavori avanzano come delicate e pungenti apparizioni. Ne sono campioni brillanti Twilight Arch (1991), l'immersivo progetto di James Turrel che introduce lo spettatore nel buio di una stanza illuminata dall'incontro di due fari, e N. Schmidt (2001-2003) di Gregor Schneider, un ambiente incontaminato dal quale irrompono le gambe di un personaggio supino avvolto nel mistero.

Progetti site specific, sguardi brucianti sul mondo, effetti ottici immateriali. Il nuovo realismo della fotografia totale presentato a Frankfurt, si pone, allora, come un progetto aperto, come un segno integrale e integrante che rifabbrica la realtà per smagliarla, interrogarla, esporla mediante azioni e ideazioni che trovano nel sociale – nelle pressioni del mondo reale, nel disagio della civiltà – un naturale e irresistibile punto d'origine.

LA MOSTRA
Fotografie Total. Werke aus des Sammlung des MMK
MMK / Museum für Moderne Kunst Frankfurt am Main
Fino al 13 gennaio 2013

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4 Risposte a Inviati speciali della realtà

  1. Paolo Navale ha detto:

    perfect I love it, outstanding.

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