Enrico Donaggio

«Quanto si è prodotto di inaudito è questo: ci siamo messi a parlare. Sembrava fosse la prima volta. Da ogni dove uscivano tesori, addormentati o silenziosi, di esperienze mai nominate … Una domanda ci è stata posta. Non deve essere persa». Un’eco flebile, disintossicata dal tempo, di questa roboante sentenza di Michel de Certeau risuonava sabato 10 e domenica 11 dicembre 2011 nel Cubo Nero delle Officine Corsare a Torino. Per due giornate una settantina di giovani da tutta Italia – con una bella rappresentanza di esuli londinesi – si sono dati convegno per discutere di sinistra e di una gioventù che ancora non c’è. Lo hanno fatto nella forma della presa di parola su se stessi e sul proprio orizzonte politico. Hanno dismesso, almeno per un pugno di ore, la servitù volontaria, confortevole e forse obbligata, di chi si fa dire sempre e comunque dai grandi – i sedicenti “adulti” – come essere e cosa fare. I contributi raccolti in questo focus selezionano una sintesi di alcuni degli interventi. Tre i grumi e le domande intorno a cui si dispongono: chi siamo? in che mondo viviamo? cosa vogliamo?

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