[Riproponiamo un post apparso il 7-11 sul blog di TQ]

Michele Dantini e Tomaso Montanari

Giunge richiesta, da parte dell’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, di inviare “storie e esperienze” di precariato intellettuale, con particolare riferimento alle professioni della tutela del patrimonio.

Così com’è formulata, la richiesta appare assai poco coinvolgente, e perfino arrogante. Avoca all’Associazione la rappresentanza del precariato senza che ai precari (i “narratori” delle storie strazianti di cui si va in cerca) sia riconosciuto un ruolo meno che subalterno. Domani stesso, peraltro, l’Associazione, istituita da Giulio Carlo Argan nel 1991 e presieduta oggi da Marialuisa Dalai Emiliani, è impegnata in una “tavola rotonda: Cultura in tempo di crisi” nella sala ex Bologna del Senato della Repubblica cui partecipano responsabili cultura di PD (ben tre), PDL, UDC, IDV, SEL – certo non studenti né portavoce o rappresentanti dei movimenti né tantomeno cognitivi precari e neppure ricercatori e docenti universitari.

A fronte di una così palese, verticistica espressione di insensibilità civile e istituzionale, obbligati nostro malgrado a supporre un interesse estrinseco per l’attuale mobilitazione sociale e le forme più innovative di elaborazione e trasmissione culturale, in larga parte esterne al mondo dell’università e delle accademie, interne invece a riviste, comunità, assemblee spontanee permanenti, concludiamo.

Risparmieremo volentieri ai nostri ex studenti, oggi precari, l’onere di contribuire in modo così umiliante e non farema buona pubblicità al soggetto promotore presso colleghi universitari, giornalisti, responsabili di istituzioni culturali. Se l’Associazione crederà invece opportuno sedere a un tavolo con altri soggetti (individuali o collettivi) e assegnare a eventuali collaboratori ruoli paritetici e qualificati saremo felici di diffondere.

Cordiali saluti

Michele Dantini e Tomaso Montanari

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2 Risposte a Signore e Signori Cariatidi e Precariato Cognitivo

  1. […] nei prossimi mesi potrebbe fornire un quadro prezioso della situazione (specie se si supererà lo stucchevole maternalismo che ne ha caratterizzato l’avvio-). Nel frattempo, però, si va di male in peggio. Lunedì […]

    • Claudio Gamba ha detto:

      Pubblico anche qui il commento lasciato sul “Fatto”.
      Gentile Tomaso Montanari,
      faccio parte del gruppo che sta organizzando il convegno dell’Associazione Bianchi Bandinelli, a cui Lei fa esplicito riferimento nell’articolo. Più che un convegno, come abbiamo annunciato sul sito, sarà una iniziativa di riflessione, confronto e protesta sulla situazione delle professioni del patrimonio culturale e sull’emergenza delle diverse forme di precariato nell’ambito della conoscenza e della tutela. Tenteremo quindi di tenere insieme tre aspetti: fornire un quadro dei problemi con presentazioni affidate a membri del’Associazione, ascoltare le testimonianze dirette di 30-40enni che si scontrano col precariato intellettuale, sentire le posizioni delle Associazioni professionali, e chiamare al confronto in due tavole rotonde i responsabili politici e istituzionali che dovrebbero fornire risposte legislative e opportunità di lavoro qualificato. Per noi è importante che ci siano tutti e tre gli aspetti, cioè che si rifletta, si protesti e si pongano interrogativi a chi poi di fatto prende le decisioni. Già nel 2004 facemmo una giornata su “Lo storico dell’arte: formazione e professioni”; non ci fu il tempo di ascoltare delle testimonianze e molti criticarono l’accaduto. Per questo abbiamo lanciato l’invito a raccontare le proprie storie, che saranno in parte esposte direttamente degli autori e in parte riassunte nelle nostre presentazioni, per ovvie ragioni di tempo. Ora, perché questa richiesta le risulti arrogante, come ha scritto nell’altro articolo firmato con Dantini, mi appare incomprensibile. E perché l’iniziativa sarebbe maternalistica? Il progetto è stato avanzato da me e da altri giovani soci dell’Associazione durante l’assemblea annuale e democraticamente approvato, anche nelle riunioni del Direttivo. Come me, ci sono nel Consiglio direttivo altri precari che lavorano con partita iva o contratti occasionali, pur avendo laurea in Lettere, scuola di specializzazione, dottorati di ricerca, libri e saggi. Come è tradizione dell’Associazione, noi vogliamo far incontrare mondo della formazione, realtà del lavoro ed esponenti politici, per risolvere i problemi unendo concretezza e idealità. Questa sarebbe la sua idea di stucchevole maternalismo? Se usasse il suo formidabile impegno militante per unire invece che per dividere, forse le sue battaglie, che sono in parte anche le nostre, sarebbero più efficaci.
      Ci sarebbe poi da discutere la sua idea di storia dell’arte pura, ma su questo sarà meglio tornare un’altra volta.
      Con i migliori saluti,
      Claudio Gamba, storico dell’arte.

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