I demolitori del 15 ottobre e il futuro del movimento

Intervista a Emiliano Brancaccio di Emilio Carnevali

Partiamo dalla giornata di sabato. Che idea si è fatto di ciò che è accaduto a Roma?
In tutta franchezza non intendo accodarmi alla consueta discussione etico-normativa su “violenza” e “non violenza”. Se ne sono fatte tante, in passato, e mi pare che non abbiano mai inciso sul corso effettivo degli eventi. Preferisco analizzare le dinamiche del processo storico, di cui gli scontri di Roma, così come quelli di Atene, indubbiamente fanno parte, che ci piaccia o meno. Rilevo nei “demolitori” di piazza san Giovanni una qualità superficiale e un limite di fondo. La qualità sta nella rapidità. L’onda di una rivolta distruttiva cresce in Europa ogni giorno, con accelerazioni improvvise. E’ interessante notare che, sul piano strettamente visivo, questi “riots”, queste azioni rivoltose, sembrano le uniche in grado di colpire alla stessa velocità dei famigerati mercati finanziari.

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