Gherardo Bortolotti

GAMMM (gammm.org) è un blog di traduzioni e letteratura di ricerca che nasce dall’incontro di Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Massimo Sannelli e Michele Zaffarano e che, dopo l’uscita di Sannelli dalla redazione, vede l’arrivo di Andrea Inglese e Andrea Raos. Inizia a postare nel 2006 cercando di dare espressione ad alcune inquietudini che sembrano, ancora oggi, abitare la comunità degli autori italiani. Da una parte, ha cercato di rimettere in circolo, sperimentandoli nella concretezza dei testi, diversi strumenti retorici nati nell’ambito delle avanguardie storiche e delle neoavanguardie: dal cut-up all’objet trouvé (eventualmente rivisto nei termini del cosiddetto googlism e del sought poem), dall’uso delle costrizioni a quello della casualità, dalla prosa non narrativa alla poesia visiva e alle poetiche concettuali. Dall’altra parte, come avviene ciclicamente nella letteratura italiana, GAMMM ha cercato di riprendere il filo di un discorso letterario internazionale, di tornare a misurarsi con aree di produzione come quella francese e statunitense (ma non solo) e di riaprire i circuiti spesso troppo appartati della scrittura in Italia, sia in entrata, con nuovi testi e nuove soluzioni formali, sia in uscita, facendo da ponte tra la scrittura italiana e le altre scritture.

Questi due aspetti non sono disgiunti e, anzi, nel corso dell’attività del blog, hanno dimostrato di operare in un sistema estremamente dinamico, anche se di nicchia. La riproposizione di un approccio sperimentale, dotato di un forte gradiente di consapevolezza nel fare letteratura, eventualmente anche segnato da una coscienza politica dello specifico letterario, ha permesso di aggregare diversi autori italiani attorno ad alcuni dibattiti, magari generati a partire dagli autori e dai testi tradotti e postati sul blog. Questi incontri, a loro volta, hanno dato luogo a iniziative ulteriori (collane editoriali, presentazioni al pubblico, antologie) che sono state riconosciute nel dibattito italiano, dando forza ulteriore ad un circolo virtuoso che ha attirato altri autori italiani e che ha permesso di rafforzare i contatti con le realtà non italiane.

In questo senso, la vicenda di GAMMM è paradigmatica: dall’introduzione di un nuovo sistema di questioni e relazioni, all’aggregazione di soggetti dispersi attorno a quel sistema, alla riconfigurazione (massima o minima) dello scenario di partenza in forza di quella aggregazione. E, nello stesso tempo, la sua capacità aggregativa ed il riconoscimento che ha ottenuto sono dovuti soprattutto alla specifica novità ed alla peculiare forza testuale degli autori di cui GAMMM ha presentato le traduzioni. Se oggi in Italia si parla di “prosa in prosa”, di language poetry e di flarf, è certamente anche grazie al lavoro dei redattori di GAMMM che, per primi o tra i primi, hanno tradotto Mohammad, Fiat, Espitallier, Cadiot, Gleize, Viton, Sekiguchi, Bernstein, Alferi e tutti gli altri francesi, tedeschi, statunitensi, canadesi e così via che sono apparsi nel blog.

Dal punto di vista delle traduzioni e del rapporto con la dimensione (più o meno ideologica) dell’estero, tuttavia la vicenda di GAMMM sembra mettere in luce un aspetto probabilmente nuovo nella recente storia della letteratura, ovvero la presenza di un’area di produzione e dibattito transnazionale, slegata dalle vicende più urgenti della letteratura patria e supportata dalla rete come infrastruttura madre di una nuova cittadinanza globale.

Siamo abituati al concetto di Weltliteratur almeno da un paio di secoli. Siamo abituati, cioè, all’idea di un concorso generale nella creazione di un patrimonio letterario globale, ad un’ideale biblioteca di testi in tutte le lingue, in cui il lavoro dei traduttori diventa la tessitura essenziale per mantenere vivo e continuo il dialogo tra i tanti autori impegnati nella produzione di quei testi. Tuttavia, grazie all’arrivo di una piattaforma globale come la rete, grazie alla diffusione della lingua inglese come lingua della dimensione transnazionale e grazie alla possibilità, lungo i circuiti della rete, di una comunicazione quasi immediata tra gli autori sia in termini di dialogo vero e proprio che di reperimento dei testi, di colpo quella biblioteca ideale a cui eravamo soliti pensare diventa una specie di laboratorio aperto, sospeso, condiviso.

Siamo di fronte ad una nuova specie di letteratura  mondiale, una Weltliteratur 2.0, come potremmo definirla riprendendo quella numerazione apparsa nel dibattito sull’immensa diffusione dei blog e dei social network (nei termini, appunto, di “web 2.0”). Siamo di fronte, in buona sostanza, all’applicazione delle logiche della globalizzazione al campo della produzione letteraria ed è in questo scenario che GAMMM mostra i suoi tratti più caratteristici. Sia in senso positivo, cioè nella capacità che ha avuto di interfacciarsi direttamente con il circuito transnazionale, attraverso la pubblicazione di testi direttamente in lingua, attraverso la pubblicazione di testi tradotti contemporaneamente in lingue diverse, attraverso gli scambi con altri blog e altre realtà del circuito a cui ha avuto accesso, attraverso la pubblicazione di recensioni in inglese e di testi di autori italiani scritti direttamente in inglese. Sia, anche, in senso negativo, ovvero definendo nel territorio del dibattito italiano uno spazio riconosciuto come hub di entrata e uscita rispetto al piano globale ma non riuscendo certo a generare una comunità di estensione e vivacità paragonabili a quelle di realtà molto più legate alle questioni patrie.

In un certo senso, si ripete a livello letterario il meccanismo che Saskia Sassen individua nelle città della globalizzazione, ovvero quello di una rete globale di centri locali che, tuttavia, condividono tra di loro più caratteristiche di quante ne condividano con il territorio circostante. Nel caso della letteratura, i tratti sono sicuramente quelli della scrittura sperimentale, soprattutto i più radicali (ovvero quelli del googlism, dell’asemic writing, della poesia visiva, della multimedialità e così via). Rimane da capire, soprattutto in un periodo in cui uno dei massimi successi della globalizzazione, ovvero la crisi finanziaria del 2008, ha celato a molti la dimensione transnazionale che è ancora così viva, se questa cittadella della letteratura globale può aumentare il suo radicamento nello spazio letterario nazionale o se deve dedicarsi ad un destino da déraciné (in mezzo a tanti le cui radici, comunque, non arrivano così in profondità).

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2 Risposte a GAMMM e la Weltliteratur 2.0

  1. […] con un campione notevole di testi già tradotti dal francese in italiano e disponibili sul web, e un intervento di Gherardo Bortolotti sui rapporti tra la pratica di GAMMM, blog letterario di ricerca, e il concetto di […]

  2. […] canonizzano una prassi di cui intanto parlano alcuni poeti: Andrea Inglese, Marco Giovenale, Gherardo Bortolotti. Nel 2006 Bortolotti, Broggi, Giovenale, Sannelli, Zaffarano fanno confluire le comuni riflessioni […]

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