Le fotografie del numero 1 di alfalibri (maggio 2011) sono di Mario Dondero.

Qui una galleria delle immagini pubblicate: per vedere e sfogliare le diapositive a pieno schermo, fare clic sull’immagine di anteprima.

Milano, ore 11

di Mario Dondero

Una mattina speciale, questa del 6 aprile, in cui si inizia, nel cupo palazzo di Giustizia, il processo detto «di Ruby». Oggi, in questa arteria animatissima, una delle più frequentate della città, ci sono attruppamenti insoliti e, davanti ai transennati scaloni del palazzo di Giustizia, un imponente schieramento di troupe televisive, di giornalisti e di fotografi e molta polizia. Le troupe televisive sono in prevalenza straniere. Se la vicenda da cui nasce il processo che si celebra non fosse miserabile e non segnasse una delle cadute più gravi della nostra dignità nazionale, si direbbe che l’atmosfera è quasi allegra.
Diana Magnay, anchorwoman della CNN, sta parlando ai piedi dello scalone per il notiziario di routine. Un nutrito gruppo di fan del Presidente del Consiglio è raccolto davanti a un lussuoso gazebo attrezzato come per una convention americana. Il gruppo si agita molto e saluta con il gesto delle corna la sparuta pattuglia che, sul marciapiede di fronte, espone sobri manifesti che reclamano dimissioni. Il fotografo scatta alcune foto, subito disturbato dai poliziotti presenti che lo invitano a non intralciare il traffico. Quando una distinta signora in bicicletta, che sventola una bandiera viola, osa sfilare davanti agli ammiratori del Presidente, in maggioranza donne, si scatena il pandemonio.
Mentre scatta le foto, al fotografo viene il sospetto che le donne che urlano con tanto vigore possono essere madri delle fanciulle implicate nella storia, cortigiane del califfo supremo. D’improvviso l’importante personaggio fa la sua apparizione sulle scale del tribunale.
Da lontano sembra di cogliere la sua inconfondibile allure. Il Signor B., in effetti, si pavoneggia ai piedi dello scalone ma ci si accorge, osservandolo meglio, che si tratta di una spassosa imitazione. Poco lontano, davanti alla Camera del Lavoro, un gruppo di studenti dell’Accademia di Brera si sta producendo in uno straordinario happening: hanno issato sugli scaloni una scultura bianca che rappresenta una sedia elettrica sulla quale giace la tuta di un operaio. L’opera si chiama La sedia del lavoratore.

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