Giuseppe Caliceti

Dunque, dunque, la dichiarazione di Silvio Berlusconi che i docenti italiani della scuola pubblica inculcherebbero nei loro studenti idee contrarie a quelle della loro famiglia ha suscitato un'ondata di indignazione in tutto il Paese. Non solo nel mondo della scuola. D'altra parte, vale la pena ricordare come nel 2007, il rapporto Ocs-Pisa, rilevò come i risultati ottenuti dagli studenti delle scuole pubbliche siano inequivocabilmente superiori a quelli degli studenti delle private. E questo nonostante i finanziamenti alle private siano da anni in aumento e quelli alle pubbliche in drastico calo. Ma anche dopo la pubblicazione di qui dati, - a cui tutti i media italiani non diedero troppo spazio, ammettiamolo - in un articolo su Il Giornale, uno dei tre saggi dell'attuale ministro all'Istruzione, Giorgio Vittadini, - leader di Comunione e Liberazione e fondatore della Compagnia delle Opere, - tornò a chiedere soldi statali per le private, accusando la scuola pubblica di essere “troppo centralista, burocratica e falsamente neutrale”. In realtà, la vera preoccupazione di ogni famiglia italiana e di ogni italiano a proposito di scuola, non può che essere ben diversa da quella che vorrebbe il premier. Quale è? Semplice: quella che deriva dal constatare come, da almeno tre anni, ai massimi vertici dello Stato e della scuola pubblica targata Gelmini, ci siamno personaggi che la vogliono apertamente e irrimediabilmente smantellare. Cosa potrebbe esserci di peggio per un'Istituzione e per una democrazia? Nulla.

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4 Risposte a Inculcare?

  1. Francesco La Rosa ha detto:

    Le parole hanno un senso, ed è l’ etimologia che invariabilmente lo illumina.
    Il termine “inculcare” proviene dal latino ed è composta da “in” che vuol dire “dentro”, m anche “sopra”, e “culcare” cioè “calcare” che vuol dire letteralmente “spingere col piede”. Inculcare vuol dire dunque, letteralmente, “cacciare dentro a forza, spingendo giù col piede, pigiare dentro”.

    E si capisce quale concezione della maturazione dei giovani abbia chi adotta questo termine .

    Il concetto OPPOSTO ad “inculcare” sarebbe invece “tirare fuori, estrarre”. Questo concetto viene reso da un termine anch’ esso derivato dal latino “ex- ducere”, vale a dire condurre fuori.
    Quel termine è, semplicemente, EDUCARE.

  2. Marco Cingolani ha detto:

    Molti anni fa, mentre frequentavo con scarso profitto una scuola professionale, mio padre si accapigliò con il docente di laboratorio, il quale sosteneva che il suo compito era anche e soprattutto di formare i ragazzi alla vita, mio padre giustamente sosteneva che, per quel compito, doveva pensarci lui, il padre, mentre il docente doveva dare il maggior umero di informazioni, ben spiegate e fatte capire nella loro oggettività. Sia in ambito storico che, a maggior ragione, in ambito tecnico scientifico.
    Ora che non sono padre, ma insegno, la penso esattamente come mio padre. Insegnando a ragazzi d’età universitaria ritengo che la spropositata quantità di ignoranza di nozioni sia causata dalla scuola pre-Gelmini. Informazioni e nozioni, di questo ha veramente bisogno lo studente, e solo così avrà davvero materiale su cui riflettere, se lo vorrà.

  3. michele lupo ha detto:

    Naturalmente non si è burnout alla leggera, tanto per far scrivere i giornali e darsi un tono. Minimo minimo, la lucidità se ne va a ramengo. Difatti, non avevamo capito niente manco stavolta. Difatti, l’immarcescibile lo ha detto, ha detto guarda che i vostri stipendi fanno schifo, mica che non lo so, guarda che noi ci stiamo lavorando a ‘sta cosa qua, la colpa è degli inculcatori – quella ci maledetta – che rovinano tutto. Domandate un po’ a Santa Romana Chiesa quanti soldi gli abbiamo dato. Domandatelo un po’ agli insegnanti di religione che servizietti gli abbiam fatto. Domandatelo etc – si sa, quando ci si mette, è prolisso.
    Così, in breve: insegnanti e lettori cattolici, va tutto bene a questo mondo, no?

  4. GIUSY ha detto:

    mi piacerebbe collaborare, come posso?
    ciao,Giusy

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