Libera Università Metropolitana  2011 *  Esc, via dei Volsci 159, Roma

La rivolta tra esodo e rivoluzione

Nel pieno della crisi sistemica del capitalismo globale torna attuale il dibattito sulla trasformazione radicale. Per un verso, infatti, il capitalismo della finanza e delle corporation transanazionali non intende accettare regole e considera la crisi come una caratteristica strutturale della odierna produzione di valore; per l'altro, la parabola Obama ci dimostra che il riformismo è un disco incantato e le ricette neokeynesiane armi spuntate. In questo quadro si  acuiscono le tensioni sociali, soprattutto nel vecchio continente, dove con maggiore asperità colpiscono le politiche deflattive trainate dalla Banca centrale e dalla Germania. Da circa un anno l'Europa (con riferimento ad entrambe le sponde del Mediterraneo) è teatro di tumulti che vedono protagonisti i giovani, studenti e precari, e i migranti. Tumulti che, nel segnalare una resistenza potente contro l'austerity, rendono urgente la domanda sul progetto di trasformazione: qual'è l'obiettivo, infatti, dei riot  metropolitani? La tematica del no-future registra adeguatamente le passioni e i discorsi che attraversano le rivolte, da Roma a Londra, da Atene a Tunisi, da Parigi al Cairo?

Obiettivo del seminario della LUM è fare i conti con queste domande, nella convinzione che i fatti di questi ultimi mesi abbiano aperto un nuovo campo di possibilità, irriducibile alla narrazione consolante della «generazione bruciata» che si ribella contro i genitori. C'è indubbiamente un vuoto di futuro e di prospettive lavorative oltre che esistenziali, ma c'è anche la ricerca di nuova politica, di un nuovo modo di qualificare la trasformazione, nelle rivolte  studentesche e giovanili! Un modo che interroga  mmediatamente la vita e il linguaggio, le relazioni sociali e il sapere, la linea del colore e la differenza sessuale.

Ma come si articola questa ricerca con la teoria e la prassi rivoluzionaria che abbiamo conosciuto negli ultimi due secoli? Nei  tumulti che attraversano le piazze europee si annida intatto il desiderio di conquistare il monopolio della decisione politica, lo Stato? In che modo, piuttosto, la rottura anche violenta non si discosta da una quotidiana costruzione di senso e di istituzioni politiche di nuova natura? Ancora, la nozione di esodo – su cui a più riprese negli ultimi anni si è concentrata l'attenzione del pensiero critico ‒ tiene conto in modo esaustivo del rapporto inedito tra tumulto e prassi costituente?

Per rispondere a queste domande il seminario della LUM si prefigge due obiettivi:

a) qualificare una costellazione concettuale teorico-politica in grado di fare i conti con la ricerca di cambiamento contemporanea.  per fare questo si proverà a rivedere criticamente testi e materiali politici che più hanno informato il dibattito dei movimenti negli ultimi venti anni.

b) appuntare l'attenzione su alcuni eventi rivoluzionari della storia degli ultimi due secoli, per dare conto  compiutamente delle discontinuità irriducibili che riguardano il tempo presente e anche, di converso, dei nodi  problematici che dalle grandi esperienze rivoluzionarie sono stati esibiti e che rimangono tutt'ora irrisolti.

Programma del seminario:

[tutti gli appuntamenti avranno inizio alle ore 17, presso Esc, via dei Volsci 159, Roma]

1. Attualità della rivolta (dall'Europa al Maghreb, all'Egitto) – Augusto Illuminati (ven 18 febbraio)

2. Sul concetto di tumulto (in Machiavelli) ‒ Gabriele Pedullà (ven 4 marzo)

3. Il tumulto e la teoria dell'esodo – Paolo Virno (ven 18 marzo)

4. La rivoluzione in Europa dal 1848 alla Comune (attraverso gli scritti politici di Marx) – Paolo Vinci (ven 1 aprile)

5. Jacqueries e istituzioni politiche – Marco Bascetta (ven 15 aprile)

6. 1968 e la politica della differenza (attraverso gli scritti politici di Carla Lonzi) – Federica Giardini (ven 29 aprile)

7. «Macchina da guerra» e moltitudine ‒ Francesco Raparelli e Alberto De Nicola (ven 13 maggio)

8. Haiti e i giacobini neri – Fred Moten e Laura Harris (ven 20 maggio)

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