Le moltissime adesioni che continuano ad arrivare all’appello Mobilitiamoci per ridare dignità all’Italia, partito da Milano e dalla Lombardia, insieme alla richiesta arrivata spontaneamente da centinaia di donne  di una presa di parola pubblica,  ci hanno indotto a lanciare la proposta di una manifestazione nella nostra città, sabato 29 gennaio alle 15 in Piazza della Scala. Con un simbolo: la sciarpa bianca del lutto per lo stato in cui versa il Paese. Uno slogan: Un’altra storia italiana è possibile. Ci saremo con le nostre facce. Le facce delle donne italiane, quelle della realtà.

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3 Risposte a 29 gennaio manifestazione a Milano: “un’altra storia italiana è possibile”

  1. Mario Grella ha detto:

    ANNO ZERO

    Post n°258 pubblicato il 28 Gennaio 2011 da Observateur
    In Italia ci piace molto l’anno zero, intendo dire il termine “anno zero”, c’è sempre l’anno zero di qualcosa. L’anno zero rappresenta nella nostra rappresentazione ideale un punto di arriva e di ri-partenza. Ma soprattutto di fine. C’è l’anno zero della politica, quello delle riforme, quello della cultura, quello dallo sport, della gastronomia. Siamo sempre all’anno zero di qualcosa. Però, in questa logica all’anno zero poi dovrebbe succedere l’anno uno o quello meno uno, invece si passa da un anno zero all’altro e questo fa dubitare che in realtà si sia davvero all’anno zero. Si potrebbe dire che “abbiamo toccato il fondo” ma poi qualcuno potrebbe obiettare che anche questo non è un punto di arrivo poiché si può sempre scavare un tunnel…

  2. Nazario ha detto:

    Sarò insieme alle Donne oggi pomeriggio perchè mi vergogno che ci siano uomini che vi considerano come un oggetto e che come papà di una figlia di 6 anni voglio che cresca con valori sani.

  3. Mario Gamba ha detto:

    “valori sani”? detto così, chiedo asilo politico (dove non so) se vince nazario. non voglio offendere i suoi sentimenti, che probabilmente assomigliano ai miei (i miei sono modellati sulla rivoluzione sessuale degli anni ’60 e ’70). forse è solo un problema linguistico. ma le parole, e le associazioni di parole, contano. già quando sento dire “valori” penso alle fortune accumulate con la speculazione finanziaria e lo sfruttamento del lavoro, più che altro. infatti il partito di di pietro lo considero una iattura prima di tutto linguistica (ma non solo, è chiaro: vedi la sua furia giustizialista). chiedo scusa a nazario: la mia è solo una reazione quasi istintiva. non mi suonano bene quelle sue due parole, tutto qui.

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