Augusto Illuminati

Lo tsunami della protesta studentesca dilaga in tutta Italia, primo movimento reale che spazza via i miasmi della decomposizione del centro-destra,  interrompe a voce alta l’imbarazzato bisbiglio del centro-sinistra, mostra la vita reale dietro i giochi di palazzo e le alchimie elettorali. Colpisce al cuore il combinato cruciale della politica governativa: l’odio verso tutta quanto sia intellettuale (specialità bondiano-berlusconiana) e la riduzione selvaggia della spesa, conforme ai diktat europei contro cui si sono già ribellati i giovani a Parigi, Londra, Atene, Lisbona. Risponde ad armi pari alla violenza istituzionale che smantella l’Università e la scuola, il teatro, la musica e il cinema; esprime la rivolta di una condizione precaria che non tollera più non dico l’umile accondiscendenza, ma anche il disagio querulo, la speranza lagnosa. Gli studenti e i ricercatori (troppo defilati altri docenti di grado superiore, conniventi spesso i Rettori con il male) sono sfilati per le strade, hanno dissacrato di passaggio la sede di un’associazione privata, la Crui, subalterna al Ministero dell’Ignoranza e inopinatamente elevata a organo di governo in luogo del Cun, hanno vivacemente contestato la sede di un’assemblea, che conta fra i suoi membri il senatore Dell’Utri e il senatore Fazzone –due esempi per i nostri figli. Hanno occupato molte Facoltà, as usual, ma soprattutto hanno occupato i luoghi simbolo dell’arte, le cartoline turistiche di un paese che sta crollando come Pompei e l’intera cultura e il paesaggio: il Colosseo, la basilica di S. Antonio, la Torre di Pisa, la Mole Antonelliana. Occupandoli, quegli edifici, quelle Facoltà ridivengono nostre, sono strappate alla logica aziendale dei manager dell’Arte (l’ineffabile zar Resca, ex McDonald) e dell’Accademia (Decleva, Rettore della Statale e Presidente della Conferenza dei Rettori, la sullodata Crui), si trasformano, da simboli del degrado e della promozione turistica, in ciò che erano all’origine: testimonianze di vita collettiva, arte, fede, fiducia nel progresso. Se non altro per questo, le lotte in corso ci mostrano un’Italia resistente, che va alla riscossa, che si sottrae al gioco del politichese e degli show televisivi, giustamente mediatica ma riluttante alla rappresentazione circense e alla rappresentanza delegata. Ce n’est qu’un début.

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Una Risposta a Tsunami

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