Alessandro Broggi

#426

Vado da lui. Posso fermarmi ancora. Ho i miei metodi. E poi cosa. La sua stanza. Credi che forse. Ma certo. Questa volta ce la faccio. Ci stringiamo. Sei sempre la stessa. Sai come sono fatto. Non adesso. Stai attenta. È un attimo. Ancora. Ancora. Ne sono certa. Basta parlare. Pensi di avercela fatta.

#283

Non sono per nulla contento. Fa un certo effetto. La tele è sempre accesa. Niente di particolare, ogni cosa ha smesso di essere reale.

#596

Voglie passeggere, che si ripetono nel tempo. Non posso negarlo. La dinamica è questa. Assicurarsi l’appagamento fisico mantenendo i rapporti nei limiti del sesso. Ricorro a questo sistema per ricompensarmi di ciò che non posso ottenere altrimenti.

#579

Finalmente c’è qualcuno qui. Mi sentivo così vuota, poi sei arrivato tu. Di cosa stai parlando? Non lasciarmi in questo modo. Ti sei innamorato? Perché sei così silenzioso? Mi puoi aiutare? Prendi la valigia, partiamo. Cosa vuoi che faccia? Ho fame.

#434

Il telefono di Carla ha squillato, lei ha risposto, ha parlato e ha chiuso. Kenza ha detto: È uno che ti potresti scopare. Vieni qui un momento. Vieni qui. Vieni. Voglio dirti una cosa... Ci siamo.

#943

Carol Mindler, ventiquattro anni. Ci troviamo bene. Tutto a posto. Certo. E con questo? Lo sai come vanno queste cose. Insomma. Non fa niente. Mi conosce, io conosco lei. Non c’è niente che non vada. Quello che conta è il presente. La mia vita. Sai qual è la cosa più importante? Sembra bello. Ed è adesso.

#31

Si addormenta. Si sveglia. Le dice: Oggi sai che ho fatto? Incontri a letto: sto da dio.

#552

Ecco cos’è. Ok. Non fa paura. Sai come funziona. C’è un inizio di aria tesa, un momento buono come un altro. E lei va fuori di testa. Non c’è altro modo di descriverlo. È brava a sostenere lo sguardo, e molto brava ad andarsene sbattendo la porta. Le sue ultime parole sono una cosa del tipo “Vaffanculo, stronzo”.

#398

Luca: bene, dimmi. Glielo dico, se preferisce. Allora? Avanti, avanti. Ti ho fatto una domanda. La scorsa settimana, esatto. È quello che mi piacerebbe sapere...

#110

Qualcosa sta per esplodere. È un bel momento. Ho pensato cose che non avevo mai pensato prima. Non posso più arrendermi.

#818

Che fa? Piove? Posso capire. Segnatevi le mie parole, Ne ho abbastanza.

#26

Hai voglia di me? Ma che mi frega. Non voglio avere storie con te. Non insistere. Arrivederci.

#46

Credo che sia bello. Come un romanzo. Non posso fare altro. E questo sei, una magia infinita. Anche il cielo cambia.

#673

Perché? Che cosa ti ha detto? Comunque non serve a niente. Ci vediamo dopo. Credo di sì. Sì.

#104

Sì, proprio. E che facciamo? Sorridiamo il nostro sorriso sociale come fosse un modo di vivere. Una bellezza. Merde, facce di culo, rompicazzi.

#740

Ho da farti una proposta: so eccitare. E non risparmio. Senza fondo, così mi piace. Tutto qua. Ti lasci andare. Dovresti, ti fa bene.

#705

Ciao. Anche tu. Certo. Insomma, mi stavi sorridendo. Mi sono detta: come sarà? Bello? Ha proprio un bel sorriso. Non hai una donna? No, stai scherzando? Ti piace l’idea?

#322

La parzialità delle scelte fondamentali. La condivisione profonda; La diversità degli stati d’animo. La vita del corpo. Voglio vivere con te: abbiamo gli stessi desideri.

#697

Compromessi irrisolti, come primo riflesso. Tanto meglio. E se cambiassimo un po’ partner?

#861

Ho visto qualcosa. Come ci amiamo l’un l’altro. La coesistenza dei tempi. La parte degli sguardi. Questo è stato il momento migliore. Senza biografia. Dove avviene la storia? Spesso mi sbaglio. Questo è il mio corpo. Tutto va veloce.

#164

Non sai cosa succede. Tu non vuoi sapere. Abbiamo soltanto la nostra visione personale delle cose. Non vedi niente. E non va bene.

#988

Sono fatalista e credo nel destino: se all’inizio di una strada ricevi un segno positivo devi imboccarla e seguirla. Se c’è una cosa di cui sono certa e di cui mi fido, quella è il mio istinto.

# 119

Ti stai masturbando? Allora che vuoi? Scopare? Facciamolo. Tutto quello che vuoi. È una merda lo stesso.

# 498

I nostri meccanismi mentali ci impediscono qualsiasi altra forma di esperienza, senza avere la sensazione di rinunciare a qualche cosa. In genere non si pensa alle cose in questi termini. Da questo punto di vista. Io sono quello che sono e da questo viene la felicità.

# 234

Sono stravolto!... Non ho chiuso occhio... Ho fatto tante di quelle cose che neanche te lo immagini. Tutta la notte a scopare quelle fighe della boutique... Assicurarsi di aver esaurito tutto, questo è il mio obiettivo principale.

# 929

La vita ha preso una direzione imprevista. Le cose sono successe. Ora sono qui. Capisco. Ho tutto sullo stomaco. (Non posso resistere a lungo. Non c’è giustificazione).

# 422

“Sì, continua, niente mi eccita più degli uomini che frignano. Non deludermi.” L’ho pestato sul serio, sta cerca che l’ho fatto. Non capiva più niente. “Non venire più a trovarmi...”. Ognuno per sè. Lacrime violente.

# 557

Ho sempre cercato la bellezza di una donna nella sua gestualità, nei suoi movimenti, nelle mani e nel collo. Mi interessa un modo di comunicare immediato, e con le mani ci si capisce subito.

# 310

Va bene, senti. So benissimo quello che vuoi. È molto comune. Può essere utile. Tu va’ avanti. Ti raggiungo.

(Immagine: Alessandro Broggi, L.A., 2007.)

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6 Risposte a Hanno imparato a non farcela

  1. fabio teti ha detto:

    “La parzialità delle scelte fondamentali”. e delle domande, anche (“Senza biografia. Dove avviene la storia?”). e che rigore, complimenti.

  2. fabio teti ha detto:

    delle domande “fondamentali”, of course.

    saluti,

    f.t.

  3. biobibliografia ha detto:

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