Sergio Nelli

La prima sigaretta è legata all'attesa. Sei lì immobile, è come se dovessi nascere.

La seconda sigaretta è quella del primo caffè: ha gli occhi gonfi, il pigiama, le pantofole.

La terza sigaretta si muove in macchina ed è condizionata dal clima e dal tempo atmosferico.

La quarta sigaretta è dopo la colazione al bar. Il fumo succhiato è gradito, guardi a terra o alzi gli occhi al tuo prossimo. Ti accorgi di dover spazzolare le briciole della brioche sul giaccone.

La quinta e la sesta sigaretta sono sociali, di scambio. Si fuma con altri, si fuma insieme e siamo lì proprio per quello, in cortile, sotto le scale antincendio.

La settima sigaretta è legata alla fine del lavoro. E' intensamente individuale e come a volte capita con il troppo desiderato spesso non appaga. Ma la coda è contemplativa.

L'ottava sigaretta è una bandierina in curva: si svolta verso l'altra mezza giornata. Viene dopo pranzo. Il caffè la rende gradita.

La nona sigaretta è mangiata dal progetto riposo e dall'occhiata alla posta e al computer.

La decima, l'undicesima, la dodicesima sigaretta sono di carta, di parole, di immagini; sono di sguardi fuori e di lamento per le incombenze che si fottono il tempo. Si sposano con i libri e le pagine, con lo schermo e i video, con il giornale. Più che leggere la notizia l'attraversi, ti fai attraversare: quelli che si sono salvati dal terremoto ora si ammalano di colera.

La tredicesima sigaretta è loffia, sta con il senso di colpa di non tener dietro alla pietas. I passaggi sono rapidi perché nel frattempo suona un pezzo e dunque sei in ascolto. La gatta reclama le sue carezze. Il fumo si eccita con un po' di musica.

In molti diari del fumatore (a caccia delle sigarette inutili) si dice di indicare l'umore, per esempio: neutro, inquieto, stressato, in collera, triste, contento, disteso, stanco, annoiato. Maledetta ingenuità!

La quattordicesima sigaretta è quella del conosci te stesso. E' accompagnata da un bicchier d'acqua di rubinetto. Puoi anche alzare la testa come un uccello per guardarti intorno. E hai tempo di ritornare in cucina per una ricognizione. E' importante, non è importante? Ci sono con te delle persone? Ti hanno cercato al telefono? Hai fissato appuntamenti? Hai avuto fantasie erotiche? Qual'è il suo grado di bisogno da 2 a 5? La succhi? Tiri forte il fumo? Cosa potresti fare in alternativa?

La quindicesima sigaretta è in compagnia. Resa più buona dal dopocena, sparisce nel nulla alle prime boccate. Vorresti che fosse meditativa, centellinata. Ti distraggono le schede dei film, le urla familiari. Allora devi reduplicarla con la sedicesima sigaretta, che però rischia di essere una minestra riscaldata.

La diciassettesima sigaretta si mischia all'inizio dello spettacolo e si consuma in una serie di atti inconsapevoli e automatici.

Anche la diciottesima sigaretta si esaurisce così, tanto che usi la diciannovesima per contrastare questa dissipazione.

La ventesima sigaretta viene prima di dormire, dopo aver preso le medicine.

La ventunesima sigaretta viene di notte in bilico tra un giorno e un altro.

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