Maria Pia Pozzato

Per dare un’idea al lettore dei profili tratteggiati dagli studenti di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna nell’autunno del 2009 a proposito dei propri consumi culturali, riporto i primi venticinque dei centoventi questionari. Ho messo sotto la stessa voce film e fiction perché spesso i ragazzi fruiscono di entrambi sul computer e quindi non percepiscono le serie come prodotto specificamente televisivo. Nelle schede originarie però la fiction si trova sotto la voce «televisione». Per il resto, i questionari sono del tutto anonimi, a parte ovviamente le caratteristiche individuali delle diverse scritture che in questa trascrizione si perdono. Ho cercato di trascrivere fedelmente, mantenendo anche le imprecisioni e le abbreviazioni. Non si sa se si tratti di profili di ragazzi o di ragazze; alcuni potrebbero essere di stranieri in Erasmus, come sembra probabile ad esempio per il profilo 18. Questa lista non pretende di rappresentare tutte le configurazioni che si sono presentate, ma solo di dare un’idea al lettore di alcuni dei «menu» culturali giovanili raccolti.

Puoi visualizzare ed esplorare la tabella, oppure con i pulsanti qui sotto a destra puoi copiarla negli appunti, salvarla come file CSV o Excel, o stamparla.

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4 Risposte a Approfondimenti a: Le tendenze culturali dei giovani

  1. meneghino ha detto:

    speriamo che non siano tutti così o siamo a posto! sembran risposte dei ragazzini delle medie!

  2. Raffaella Musicò ha detto:

    Mamma mia, che roba! Persone che vanno all’università con letture da quindicenni… quando va bene!

  3. Roberta ha detto:

    L’università NON é scuola dell’obbligo, come si fa a laureare in Scienze della Comunicazione (!) ragazzi in queste condizioni? Ma non sarebbe meglio, anzichè assistere a questo progressivo scadimento del titolo stesso che gli studi universitari fossero più selettivi e riservati solo a coloro che non solo hanno un buon bagaglio di competenze, ma anche la MOTIVAZIONE giusta?Che tipo di studente è quello di Comunicazione fotografato da questa veloce indagine?Uno che non legge mai.Uno che A MALAPENA si informa e spesso, solo su un quotidiano locale. Dov’è il cinema d’autore?Tra le letture non esiste la saggistica. I Siti d’informazione stranieri?No, per carità, quelli sono in inglese. E poi, Wiki promosso a UNICO strumento di ricerca…
    L’università mi ha dato moltissimo, tra la bibliografia per un esame e i miei liberi interessi non c’era molta distanza perchè quel percorso di studi rispecchiava le mie inclinazioni in tutto. Ricordo però che era costante la consapevolezza che questo sistema livellasse tutto e “passasse” tutti, colleghi brocchi e ragazzi veramente dotati. Professori, battete un colpo e stavolta fate un esame…di coscienza.

  4. Omar Cotinaf ha detto:

    Ho letto con attenzione l’articolo della Prof.ssa Pozzato, un pò meno i commenti a riguardo. Commenti sterili, fini a se stessi, scritti esclusivamente per (ri)attivare i muscoli estensori e flessori delle dita, per riattivare la circolazione delle estremità distali degli arti superiori; scritti per gonfiare l’ego di chi, aihmè, si percepisce migliore perchè scrive un commentuccio su un sito di una rivista culturale, quando poi non è in grado di scrivere il proprio (sopra)nome con la lettera maiuscola. Commenti (in)commentabili, privi di qualsiasi argomentazione.
    L’analisi della Prof.ssa mette in evidenza differenti questioni. Uno ad esempio può essere quella delle moltitudini di media (si legge come si scrive in quanto latino->plurale di medium) cui si possono attingere informazioni, per cui è ovvio osservare una vasta eterogeneità di giovani (quelli che vengono definiti retrò, deprivato..). In più sul campione di 120 ragazzi a cui è stato sottoposto il questionario, circa il 20-25% guardava solo reality ed aveva degli interessi ‘futili’, il 30% presentava una gamma d’interessi estremamente sofisticata, mentre il restante 45%, al meno da quello che si può evincere dall’articolo, aveva degli interessi nella norma, perché non segnalati né con commenti negativi né con commenti positivi. Non mi sembra quindi un panorama desolante! Poi si può discutere sull’impoverimento culturale dettato dalla qualità dei mass media (quotidiani,TG,GR,TV..), che indubbiamente influenzano il sapere e gli interessi della popolazione. E’ ormai noto, da decenni, l’impatto che ha l’ambiente sull’individuo!
    Nell’articolo cui faccio riferimento, ci sarebbereo una moltitudine di spunti utili per una seria discussione, ma temo che io mi sti dilungando troppo. Un’ultima cosa. Propongo di fare uno studio parallelo, in cui vengano proposti i medesimi quesiti ad un campione differente, in cui l’età sia compresa tra i 45-80 anni.

    Saluti

    Un giovane curioso

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