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	<title>Commenti a: Intellettuali ed esilio</title>
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	<description>spazio di intervento culturale</description>
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		<title>Di: Domenico</title>
		<link>http://www.alfabeta2.it/2010/07/30/intellettuali-ed-esilio/#comment-274</link>
		<dc:creator>Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 05:32:48 +0000</pubDate>
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		<description>Un quesito: ma l&#039;intelletuale, con la sua mole di idee, ragionamenti, teorie, visioni, nella vita reale e concreta trova riscontro?
Nel mondo odierno, la figura dell&#039;intelletuale è poi in grado di radicarsi nell&#039;immaginario popolare. Il panettiere, il fabbro, il facchino extracomunitario, possono giovare della visione del mondo dell&#039;intelletuale? L&#039;intelletuale non rischia di confinarsi in una nicchia fine a se stessa che produce idee e soluzioni in maniera industriale ma che poi data la complessità, non trovano il giusto riscontro nella vita aimé reale di tutti i giorni?
Quando un&#039;intelletuale è costretto a fare i conti con i dispiaceri disseminati lungo il percorso della vita, è costretto a dismettere i panni del pensatore e iniziare a &quot;zappare&quot; o può farsi forte delle proprie teorie?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un quesito: ma l&#8217;intelletuale, con la sua mole di idee, ragionamenti, teorie, visioni, nella vita reale e concreta trova riscontro?<br />
Nel mondo odierno, la figura dell&#8217;intelletuale è poi in grado di radicarsi nell&#8217;immaginario popolare. Il panettiere, il fabbro, il facchino extracomunitario, possono giovare della visione del mondo dell&#8217;intelletuale? L&#8217;intelletuale non rischia di confinarsi in una nicchia fine a se stessa che produce idee e soluzioni in maniera industriale ma che poi data la complessità, non trovano il giusto riscontro nella vita aimé reale di tutti i giorni?<br />
Quando un&#8217;intelletuale è costretto a fare i conti con i dispiaceri disseminati lungo il percorso della vita, è costretto a dismettere i panni del pensatore e iniziare a &#8220;zappare&#8221; o può farsi forte delle proprie teorie?</p>
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		<title>Di: carmelo</title>
		<link>http://www.alfabeta2.it/2010/07/30/intellettuali-ed-esilio/#comment-273</link>
		<dc:creator>carmelo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 00:01:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.alfabeta2.it/?p=468#comment-273</guid>
		<description>il link giusto

http://rassegnastampabolano.blogspot.com/2010/02/bolano-falsificato.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il link giusto</p>
<p><a href="http://rassegnastampabolano.blogspot.com/2010/02/bolano-falsificato.html" rel="nofollow">http://rassegnastampabolano.blogspot.com/2010/02/bolano-falsificato.html</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: carmelo</title>
		<link>http://www.alfabeta2.it/2010/07/30/intellettuali-ed-esilio/#comment-271</link>
		<dc:creator>carmelo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 11:56:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.alfabeta2.it/?p=468#comment-271</guid>
		<description>avevo letto questo articol osul manifesto e mi fa piacere che venga riproposto qui. 
Perchè affronta delle questioni concrete  con cui l&#039;intellettuale oggi deve fare i conti.  
1): gli intellettuali non fanno più paura; bisogna prenderne atto, 
non importa un fico secco a nessuno delle invettive e delle denuncie e delle prese di posizione di uno scrittore o del direttore della normale di Pisa. Anzi, qualcuno li dileggia in modo anche volgare e aumenta il suo bottino elettorale  (vedi la Lega)
2) Il problema non è quello di denunciare la classe politica o le ingiustizie sociale,  l&#039;economia inquinata dalla mafia o dagli affaristi
il problema è che la metà e forse più di questo paese si riconosce nelle pratiche piu&#039; abiette di questo sistema di potere &lt;b&gt;la maggioranza degli italiani si consegna alla più smagliante, miracolistica, corrotta e corruttrice continuità.&lt;/b&gt;. Pur avendone le prove.  
L&#039;altra metà assite impotente a questo degrado e il piu&#039; delle volte è costretta d adeguarsi se vuole sopravvivere, e si cerca un padrino, una clientela.  
3) c&#039;e&#039; un progressivo declassamento degli artisti e degli intellettuali al ruolo di tecnici. E qui c&#039;e&#039; poco da essere creativi. Il mercato alla fine questo richiede: un prodotto standard (non importa se un libro o un film) pensato e costruito per il consumatore. Nel frattempo lo Stato procede con tagli pesantissimi alla cultura e alla ricerca che fanno accapponare la pelle. 
4)la progressiva scomparsa dei lettori. Sarà che non ho capito bene come va il mondo, ma io penso che questo sia il punto. 
Se scompare il lettore, cioè il cittadino attento, critico ed esigente, esigente nell&#039;apprendere e capace di altrettanto severità nel controllo permanente riguardo alle pratiche degradate di potere, allo scempi odell&#039;ambiente, del paesaggio e del territorio, per niente preoccupato di accapparrare e negoziare utilità  e tornaconti cinicamente egoisti e individuali, sia pur a danno della comunità..
dicevo se scompare questo lettore allora scompoaiono pure gli intellettuali o artisti o autori. 
manipolare il pensiero i bisogni e le nsie dei consumatori è cosa fin troppo facile, se poi si crea un monopolio come qui è avvenuto allora ancor megli osi capisce la situazione attuale.
(di passaggio mi chiedo come quei coglioni di bertinotti e co. invece di imporrre a prodi una legge sul conflitto di inetresse e le telecomunicazioni, si sono prestati come utili idioti all&#039;edificazione della macchina di consenso e rimbecillimento e e degrado delel coscienze del nostro amico silvio.

Per finire, per quanto mi riguarda, forse sono un po &#039;fissato, l&#039;unico modello artista intellettuale che riesco a concepire è l&#039;intellettuale extraterriotoriale e sradicato, senza patria e nemmen osenza lingua, l&#039;intellettuale sradicato che vive ai margini e si sottrae alle lusinghe del mercato e del potere e persino ai privilegi degli artisti accrditati; lo scrittore che riesce a parlare sempre da un altrove e ti fa vedere il mondo che noi non riusciamo a vedere. Capace di fare il lavpiatti per 5 10 o 15 anni se i libri nessuno glieli legge.
Anche per questo mi piace Roberto Bolano, eppure persino lui i nordamericani son oriusciti a mistificare 
(http://www.archiviobolano.it/Bol_prima.html#bolanofalso )</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>avevo letto questo articol osul manifesto e mi fa piacere che venga riproposto qui.<br />
Perchè affronta delle questioni concrete  con cui l&#8217;intellettuale oggi deve fare i conti.<br />
1): gli intellettuali non fanno più paura; bisogna prenderne atto,<br />
non importa un fico secco a nessuno delle invettive e delle denuncie e delle prese di posizione di uno scrittore o del direttore della normale di Pisa. Anzi, qualcuno li dileggia in modo anche volgare e aumenta il suo bottino elettorale  (vedi la Lega)<br />
2) Il problema non è quello di denunciare la classe politica o le ingiustizie sociale,  l&#8217;economia inquinata dalla mafia o dagli affaristi<br />
il problema è che la metà e forse più di questo paese si riconosce nelle pratiche piu&#8217; abiette di questo sistema di potere <b>la maggioranza degli italiani si consegna alla più smagliante, miracolistica, corrotta e corruttrice continuità.</b>. Pur avendone le prove.<br />
L&#8217;altra metà assite impotente a questo degrado e il piu&#8217; delle volte è costretta d adeguarsi se vuole sopravvivere, e si cerca un padrino, una clientela.<br />
3) c&#8217;e&#8217; un progressivo declassamento degli artisti e degli intellettuali al ruolo di tecnici. E qui c&#8217;e&#8217; poco da essere creativi. Il mercato alla fine questo richiede: un prodotto standard (non importa se un libro o un film) pensato e costruito per il consumatore. Nel frattempo lo Stato procede con tagli pesantissimi alla cultura e alla ricerca che fanno accapponare la pelle.<br />
4)la progressiva scomparsa dei lettori. Sarà che non ho capito bene come va il mondo, ma io penso che questo sia il punto.<br />
Se scompare il lettore, cioè il cittadino attento, critico ed esigente, esigente nell&#8217;apprendere e capace di altrettanto severità nel controllo permanente riguardo alle pratiche degradate di potere, allo scempi odell&#8217;ambiente, del paesaggio e del territorio, per niente preoccupato di accapparrare e negoziare utilità  e tornaconti cinicamente egoisti e individuali, sia pur a danno della comunità..<br />
dicevo se scompare questo lettore allora scompoaiono pure gli intellettuali o artisti o autori.<br />
manipolare il pensiero i bisogni e le nsie dei consumatori è cosa fin troppo facile, se poi si crea un monopolio come qui è avvenuto allora ancor megli osi capisce la situazione attuale.<br />
(di passaggio mi chiedo come quei coglioni di bertinotti e co. invece di imporrre a prodi una legge sul conflitto di inetresse e le telecomunicazioni, si sono prestati come utili idioti all&#8217;edificazione della macchina di consenso e rimbecillimento e e degrado delel coscienze del nostro amico silvio.</p>
<p>Per finire, per quanto mi riguarda, forse sono un po &#8216;fissato, l&#8217;unico modello artista intellettuale che riesco a concepire è l&#8217;intellettuale extraterriotoriale e sradicato, senza patria e nemmen osenza lingua, l&#8217;intellettuale sradicato che vive ai margini e si sottrae alle lusinghe del mercato e del potere e persino ai privilegi degli artisti accrditati; lo scrittore che riesce a parlare sempre da un altrove e ti fa vedere il mondo che noi non riusciamo a vedere. Capace di fare il lavpiatti per 5 10 o 15 anni se i libri nessuno glieli legge.<br />
Anche per questo mi piace Roberto Bolano, eppure persino lui i nordamericani son oriusciti a mistificare<br />
(<a href="http://www.archiviobolano.it/Bol_prima.html#bolanofalso" rel="nofollow">http://www.archiviobolano.it/Bol_prima.html#bolanofalso</a> )</p>
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	<item>
		<title>Di: Luigi B.</title>
		<link>http://www.alfabeta2.it/2010/07/30/intellettuali-ed-esilio/#comment-266</link>
		<dc:creator>Luigi B.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:40:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.alfabeta2.it/?p=468#comment-266</guid>
		<description>Definire o semplicemente limitarsi a parlare della figura dell&#039;intellettuale oggi e evidentemente complesso.
Su alcune cose espresse in questo articolo concordo, su molte altre ho dei dubbi.
Di Zolá ne esistono a bizzeffe - i giornali italiani sono pieni di J&#039;accuse e petizioni e raccolte firme. Ma che effetto fa sulla popolazione? e soprattutto questo effetto come ci viene raccontato?
Nemmeno i nostri intellettuali moderni potrebbero scegliere l&#039;esilio come Foscolo, al massimo la loro verrebbe descritta come una &quot;fuga di cervelli&quot;.
Il mondo è cambiato e ce ne siamo accorti tutti. Anche gli intellettuali che ci sono e lavorano bene. Ma non hanno ancora capito come fare ad essere presenti ed &quot;influenti&quot;.
Un tempo gli intellettuali erano dei miti a modo loro. Oggi, vuoi per l&#039;elevata alfabetizzazione, vuoi per l&#039;acculturazione che ha sostituito di gran lunga la cultura, vuoi per la libertà di parola molto male interpretata, gli intellettuali vengono visti spesso solo sotto il loro profilo di parassiti della società (e lo sono ma questa non è una colpa, Sartre lo spiega bene).
Il peso di ció che dicono viene erlativizzato. Lavorano soli come eroi sfigati vittime del sistema e se lavorano con gli altri non sono capaci di evitare le lobbies. Insomma, oggi il lettore medio di giornale (o quello che ci pare) si chiede perché dovrebbe fidarsi di più di un mondo che in effetti contrasta o giudica qualcosa che funziona allo stesso modo.

Luigi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Definire o semplicemente limitarsi a parlare della figura dell&#8217;intellettuale oggi e evidentemente complesso.<br />
Su alcune cose espresse in questo articolo concordo, su molte altre ho dei dubbi.<br />
Di Zolá ne esistono a bizzeffe &#8211; i giornali italiani sono pieni di J&#8217;accuse e petizioni e raccolte firme. Ma che effetto fa sulla popolazione? e soprattutto questo effetto come ci viene raccontato?<br />
Nemmeno i nostri intellettuali moderni potrebbero scegliere l&#8217;esilio come Foscolo, al massimo la loro verrebbe descritta come una &#8220;fuga di cervelli&#8221;.<br />
Il mondo è cambiato e ce ne siamo accorti tutti. Anche gli intellettuali che ci sono e lavorano bene. Ma non hanno ancora capito come fare ad essere presenti ed &#8220;influenti&#8221;.<br />
Un tempo gli intellettuali erano dei miti a modo loro. Oggi, vuoi per l&#8217;elevata alfabetizzazione, vuoi per l&#8217;acculturazione che ha sostituito di gran lunga la cultura, vuoi per la libertà di parola molto male interpretata, gli intellettuali vengono visti spesso solo sotto il loro profilo di parassiti della società (e lo sono ma questa non è una colpa, Sartre lo spiega bene).<br />
Il peso di ció che dicono viene erlativizzato. Lavorano soli come eroi sfigati vittime del sistema e se lavorano con gli altri non sono capaci di evitare le lobbies. Insomma, oggi il lettore medio di giornale (o quello che ci pare) si chiede perché dovrebbe fidarsi di più di un mondo che in effetti contrasta o giudica qualcosa che funziona allo stesso modo.</p>
<p>Luigi</p>
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