È tempo di riproporre, nel quadro più largo di una cultura di opposizione alle «idee dominanti» (alle «idee della classe dominante»), un ruolo storicamente adeguato per un’opposizione letteraria e artistica, nei confronti del consumo oggi egemone. Mi limito a tre brevi notazioni.
a) Esiste un’area intellettuale che si raccoglie ormai, non dimentica di Benjamin, intorno alla nozione di allegoria. Credo che sia possibile elaborare una poetica di «realismo allegorico» (di «allegorismo realistico»), che operi insieme come immagine dialettica orientante e come puntuale discrimine polemico.
b) In questo orizzonte, la lotta contro il «poetese» e contro il «narratese», che attualmente regolano il mercato, può già mirare a un superamento della problematica romanticoborghese, risollevando, in termini storicamente e materialisticamente determinati, quelle prospettive antiliriche e antiromantiche che erano pure già emerse, con forte carica alternativa, nella cultura europea degli anni Cinquanta e Sessanta.
c) L’attuale dibattito intorno alla critica riuscirà veramente fecondo se saprà risolversi, infine, in una critica radicale della «letterarietà», come categoria e come istituzione. Il vero problema teorico è la ragione pratica della letteratura. È un problema, dunque, di concreta pratica culturale e sociale. È un problema, in prima istanza, di pratica della scrittura.
Per un’opposizione letteraria artistica («Alfabeta», n. 103, dicembre 1987)
Edoardo Sanguineti
Le tesi di Lecce
Aprile 1987
È tempo di riproporre, nel quadro più largo di una cultura di opposizione alle «idee dominanti» (alle «idee della classe dominante»), un ruolo storicamente adeguato per un’opposizione letteraria e artistica, nei confronti del consumo oggi egemone. Mi limito a tre brevi notazioni.
a) Esiste un’area intellettuale che si raccoglie ormai, non dimentica di Benjamin, intorno alla nozione di allegoria. Credo che sia possibile elaborare una poetica di «realismo allegorico» (di «allegorismo realistico»), che operi insieme come immagine dialettica orientante e come puntuale discrimine polemico.
b) In questo orizzonte, la lotta contro il «poetese» e contro il «narratese», che attualmente regolano il mercato, può già mirare a un superamento della problematica romanticoborghese, risollevando, in termini storicamente e materialisticamente determinati, quelle prospettive antiliriche e antiromantiche che erano pure già emerse, con forte carica alternativa, nella cultura europea degli anni Cinquanta e Sessanta.
c) L’attuale dibattito intorno alla critica riuscirà veramente fecondo se saprà risolversi, infine, in una critica radicale della «letterarietà», come categoria e come istituzione. Il vero problema teorico è la ragione pratica della letteratura. È un problema, dunque, di concreta pratica culturale e sociale. È un problema, in prima istanza, di pratica della scrittura.